giovedì 17 giugno 2021

20/02/2021 10:03:08 - Provincia di Taranto - Attualità

«Questo è il momento meno opportuno sia per gli aspetti sanitari, che ci parrebbe paradossale spiegare all’Asl di Taranto, sia per motivi economici»

Anche la Uil Funzione pubblica interviene sulle contestazioni che pervengono dall’Asl di Taranto riguardo le prestazioni sanitarie non disdettate. La Uil Fpl non contesta il principio secondo il quale le prestazioni non disdettate debbano essere pagate.

«Quello però che sta succedendo, in questi giorni, ai cittadini di Taranto e provincia però ha dell’incredibile» dice il sindacato. «Le raccomandate inviate dalla Asl di Taranto infatti fanno riferimento a prestazioni a mancate disdette del 2011, di ben 10 anni fa. Ora - prosegue la nota - se il principio era quello di punire l’incuranza a disdettare riteniamo che sia arrivata con un certo margine di ritardo e non facciamo riferimento a quelle che sarebbero state inviate a persone decedute arrivate a mogli, mariti o figli.

Sembrerebbe inoltre, dalle informazioni raccolte, che molte contestazioni si siano rilevate errate. Ci permettiamo di sottolineare come questo fosse il momento meno opportuno sia per gli aspetti sanitari, che ci parrebbe paradossale spiegare all’Asl di Taranto, sia per motivi economici. La pandemia ha, infatti, aggravato notevolmente il disagio economico. Anziani con pensioni sociali hanno dovuto richiedere il rateizzare del pagamento delle prestazioni, perché non avevano i soldi a disposizione. Senza tener conto delle tante persone che hanno perso il lavoro. Ma chi è in sanità lo sa gli attuali manager non hanno a che fare con persone ma con utenti e sono giudicati positivamente in base all’ottimizzazione e cosiddetto risparmio dei costi». «Ci permettiamo in fine di fare presente - conclude il sindacato - che nel modulo di prenotazione è evidenziato di conservare la stessa per 6 mesi e non per 10 anni. In più ci chiediamo l’informatizzazione del sistema Cup con servizio di recall è attivo dal 2018. Molto spesso le visite e gli esami diagnostici sono rimandati con chiamata diretta dei reparti e alle persone non resta nulla per poter dimostrare questo. Quindi se non si è in possesso di una cartella clinica in cui sono elencati gli esami e visite del paziente ricostruire l’esattezza di come siano andate le cose a 10 anni di distanza ci sembra quanto meno impervio». Pertanto, «la Uil Fpl invita la Asl di Taranto a rendere pubbliche le procedure adottate per risalire alle persone che non avrebbero disdettato, di rendere la modulistica rivolta alla popolazione più chiara per consentire alla stessa di adottare comportamenti di corretta conservazione della documentazione e in ultimo di rivedere la tempistica delle contestazioni».







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