mercoledì 12 maggio 2021

25/04/2021 08:38:57 - Salento - Attualità

I prenotati della fascia di età 69 - 60 anni nella settimana dal 26 aprile al 2 maggio sono rimandati alla settimana 3-9 maggio. I prenotati della fascia di età 69-60 anni dal 3 al 9 maggio sono rimandati alla settimana 10-16 maggio

Le attuali dosi di vaccino in giacenza nei magazzini della Asl Bari coprono l’80% del fabbisogno programmato per la settimana prossima. Quindi la direzione generale, d'intesa con il Noa e l'assessorato regionale alla Salute, ha riprogrammato le agende per assicurare tutte le seconde dosi, le attività programmate da parte dei medici di Medicina generale e per garantire le vaccinazioni a oncologici e affetti da malattie rare. Quindi - è detto in una nota della Asl - "si rende necessario posticipare di una settimana le vaccinazioni dei soggetti della fascia di età 69-60 anni e di alcuni giorni le somministrazioni del 25 e 26 aprile".

I prenotati della fascia di età 69 - 60 anni nella settimana dal 26 aprile al 2 maggio sono rimandati alla settimana 3-9 maggio. I prenotati della fascia di età 69-60 anni dal 3 al 9 maggio sono rimandati alla settimana 10-16 maggio. I prenotati della fascia di età 69-60 anni dal 10 al 16 maggio sono rimandati alla settimana 17-23 maggio. Le vaccinazioni delle fasce di età 79-70 anni in programma il 25 aprile sono rimandate al 29 aprile, quelle del 26 aprile al 4 maggio.

"In questa maniera si penalizza chi ha atteso rispettosamente il proprio turno per tutto questo tempo, e naturalmente come troppo spesso accade in questo paese chi nelle scorse settimane ha fatto il vaccino 'a sportello' è riuscito a scavalcare gli altri soggetti magari di età più avanzata".

Rabbia e sconforto sono i sentimenti che prevalgono tra gli anziani della provincia di Bari, cui dà voce il sindacato Pensionati della Cgil, a causa dell'ennesima variazione al piano di somministrazione dei vaccini e dello slittamento di una settimana di tutte le somministrazioni per i soggetti già prenotati nelle fasce 70-79 anni e 60-69 anni.

"Tutto questo - spiega Alessandro de Mario segretario generale dello Spi Cgil di Bari - scaturisce dalla scelta politica di aprire la campagna vaccinale a chiunque si fosse recato presso gli Hub vaccinali anche senza prenotazione, scelta che abbiamo contestato, proprio perché non teneva conto della necessità di avere una 'riserva' di dosi di vaccino che garantissero le prenotazioni e gli eventuali mancati rifornimenti nazionali. Aver deciso di percorrere la strada del 'vacciniamo il più possibile' per poter affermare di essere la prima regione in Italia con il più alto numero di somministrazioni in rapporto alle dosi consegnate - sottolinea - ha oggi come conseguenza l'ennesima battuta di arresto, con tutti i disagi e le conseguenti reazioni delle persone che così si sentono in qualche modo traditi dalle stesse istituzioni che dovrebbero tutelarli.

E' necessario che fin da subito la Regione - conclude De Mario - ribadisca con la necessaria fermezza al commissario straordinario per l'Emergenza Covid l'urgente necessita di ricevere ulteriori dosi di vaccini per la Puglia, recuperando quel gap che ha visto penalizzata la nostra regione, all'inizio della campagna vaccinale, quando le dosi venivano distribuite sulla base del numero di dipendenti sanitari e ospiti delle Rsa".







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