venerdì 06 agosto 2021

16/06/2021 16:49:20 - Provincia di Taranto - Attualità

Il racconto di Giuseppe Internò, referente di Plasticaqquà Taranto

Una sera di febbraio parcheggio l’auto e mentre mi accingo a rientrare in casa – spiega Giuseppe Internò, referente di Plasticaqquà Taranto – rispondo ad una telefonata. “Ciao, mi chiamo Cosimo e vorrei informazioni su ciò che fate con Plasticaqquà”. Dall’altro capo dell’Italia la voce di un uomo con accento lombardo. Fa domande e complimenti, approfondisce. Intanto mi interrogo sul perché di una simile telefonata. Sarà un giornalista, penso. Mi convinco che sia così quando mi chiede quali siano gli obbiettivi più grandi che il nostro gruppo non è riuscito a raggiungere dal 2013 ad oggi. Gli dico che forse abbiamo sogni un po’ troppo grandi per le nostre possibilità. “Tipo?”, ribatte. Tipo… avere un’imbarcazione per rimuovere rifiuti in mare oppure acquisire macchinari per trasformare imballaggi di plastica in oggetti utili o, ancora, dotarci di un mezzo per rendere itinerante l’Ecolibreria attivata a Parco Cimino in cui regaliamo un libro in cambio di 10 bottiglie di plastica.

“Ok. Mi hai convinto”, mi dice. Ma di cosa? Era un colloquio? Mi chiedo. Prosegue: “Mi chiamo Cosimo Carriero, Mimmo per gli amici, sono nato a Ginosa ed ho vissuto a Talsano, il paese di mia madre, per un paio d’anni. Vivo da oltre quarant’anni a Lomazzo in provincia di Como. Questa estate verrò in vacanza in Puglia in bicicletta e vorrei avviare una raccolta fondi per sostenere chi si dà da fare a Taranto in campo ambientale. Ho appena scelto voi. Mi piace l’idea di aiutarvi a prendere una barca”. Tra lo stupore e la forte sensazione che qualcuno mi stesse facendo uno di quegli scherzi fatti bene, concludiamo la telefonata rimandando ulteriori colloqui ai giorni immediatamente successivi.

Cosimo scrive all’email dell’associazione per spiegare nel dettaglio il suo progetto. Era tutto vero. Ed era arrivato il momento di avvisare immediatamente gli altri volontari del gruppo per cominciare a ragionare sul da farsi. Si susseguono riunioni on line tra lockdown e coprifuoco. Reperiamo informazioni su barche, motori elettrici e costi di gestione. Prevale l’idea di proporre come obiettivo del crowdfunding delle piccole imbarcazioni economiche e, soprattutto, non inquinanti. Ecco, avremmo bisogno di kayak per ripulire dai rifiuti quei tratti di costa della città dei due mari che sono difficilmente raggiungibili dalla terraferma. Lo comunichiamo a Cosimo che è ben felice di accogliere la nostra proposta.

Cosimo lavora e si allena per mesi. È un ciclista per passione e le sue uscite settimanali si susseguono in lungo e in largo intorno a Como. Studia il percorso, divide 1.500 km in tappe che percorrerà in bici in due settimane. Avvia un blog in cui raccontare il suo viaggio https://cosimocarriero.wordpress.com Avvia anche la raccolta fondi che ha superato quota 4.000€ grazie a 96 donatori e 204 condivisioni https://www.gofundme.com/f/ripuliamo-dai-rifiuti-i-due-mari-di-Taranto

Il 17 giugno Cosimo arriverà a Taranto per conoscerci e ri-conoscere la sua città. Sarà ospite del B&B La Terrazza di NonnAnna in città vecchia con affaccio sul mar Piccolo. Resterà qui qualche giorno con sua moglie. Hanno voglia di trascorrere una giornata al mare, ci dice. “Magari proprio lì dove avete appena ripulito a Leporano”. 









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