venerdì 06 agosto 2021

14/07/2021 07:39:56 - Provincia di Taranto - Attualità

E Coldiretti rilancia l’iniziativa “la spesa sospesa”

Sono gli oltre 210mila pugliesi che hanno incontrato problemi nell’affrontare le spese alimentari durante la seconda ondata del Covid la punta dell’iceberg della situazione di povertà assoluta in cui si trova una parte importante della popolazione.

E’ quanto emerge dalle elaborazioni  di Coldiretti Puglia, in occasione dell’iniziativa la ‘spesa sospesa’ al mercato di Campagna Amica di Viale Virgilio 33 a Taranto, dove sono stati consegnati i prodotti agroalimentari di qualità e a km0 dei contadini di Campagna Amica, destinati alle famiglie indigenti, ai Servizi Sociali del Comune di Taranto e all’Associazione Nazionale Famiglie, dalla rappresentanza delle associazioni dei consumatori Casa del Consumatore, ACU, ASSOCONSUM, MC, MDC, UNC, con Giulia De Marco del Servizio Tutela Consumatori della Regione Puglia e Gabriella Ficocelli, Assessore ai Servizi Sociali e Integrazione del Comune di Taranto.

A beneficiarne saranno soprattutto quei nuclei di nuovi poveri “invisibili” che, proprio a causa del repentino peggioramento della propria condizione economica, non sono stati ancora integrati nei circuiti “ufficiali” dell’assistenza. Si tratta – conclude la Coldiretti Puglia – della più grande offerta gratuita di cibo mai realizzata dagli agricoltori, dalla pasta 100% made in Italy, all’olio extravergine di oliva, dalle passate ai formaggi, fino al pesce fresco per aiutare a superare l’emergenza economica e sociale provocata dalla diffusione del coronavirus e dalle misure di contenimento.

“Coldiretti ha reso strutturali le iniziative di solidarietà, un segno tangibile della filiera agroalimentare verso le fasce deboli della popolazione più colpite dalle difficoltà economiche. A pagare il prezzo più alto alla crisi sono stati mamme e papà single e le coppie con uno o due figli e per questo le iniziative solidali sono tanto più importanti considerato che l’avanzare dell’emergenza coronavirus ha fatto esponenzialmente il numero di nuovi poveri che hanno bisogno di aiuto anche per mangiare per effetto della crisi economica e sociale provocata dalla pandemia e dalla conseguente perdita di opportunità di lavoro”, afferma il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Con la crisi determinata dalla pandemia Covid un numero crescente di persone è costretta a far ricorso alle mense dei poveri e molto più frequentemente – sottolinea la Coldiretti regionale – ai pacchi di aiuto alimentare, anche per le limitazioni rese necessarie dalla pandemia. Fra i nuovi poveri – continua la Coldiretti – ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie che sono state fermate dalla limitazioni rese necessarie dalla diffusione dei contagi per Covid.

“L’emergenza Covid ha fatto emergere prepotentemente – aggiunge Giulia De Marco del Servizio Tutela Consumatori della Regione Puglia - il ruolo economico e sociale della filiera corta e della vendita diretta dei prodotti agroalimentari e di quanto i consumatori stessi possano stringersi attorno agli oltre 210mila poveri in Puglia, con iniziative di sostegno e di comunità per aiutare le fasce più fragili della popolazione”.

Persone e famiglie che mai prima d’ora – precisa la Coldiretti – avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche. Al fianco dell intervento pubblico che ha stanziato 340 milioni per gli aiuti alimentari durante l'emergenza,  per arginare questa situazione quasi 1 italiano su 3 (30%) – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – ha partecipato a iniziative di solidarietà, fa beneficienza e donazioni per aiutare le famiglie più bisognose piegate dal peso della crisi causata dall’emergenza Covid.

Tra le categorie più deboli in Puglia si contano oltre 30mila bambini di età inferiore ai 15 anni che hanno bisogno di essere assistiti e sono a forte rischio di povertà anche educativa e di dispersione scolastica – insiste la Coldiretti Puglia - con oltre 300 fattorie didattiche pugliesi che potrebbero oggi mettere a disposizione spazi per le lezioni di agrididattica dei ragazzi.

Con la crisi un numero crescente di persone è stato costretto a far ricorso alle mense dei poveri e molto più frequentemente – sottolinea la Coldiretti regionale – ai pacchi alimentari, anche per le limitazioni rese necessarie dalla pandemia. Fra i nuovi poveri– continua la Coldiretti Puglia – ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie che sono state fermate dalla limitazioni rese necessarie dalla diffusione dei contagi per Covid. Persone e famiglie che mai prima d’ora – precisa la Coldiretti – avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche.

Dall’inizio della pandemia sono oltre 5,5 milioni i chili di prodotti tipici Made in Italy, a chilometro zero e di altissima qualità distribuiti dagli agricoltori della Coldiretti e Campagna Amica per garantire un pasto di qualità ai più bisognosi.  Si è trattato della più grande iniziativa di solidarietà mai realizzata dagli agricoltori italiani resa possibile anche dalla partecipazione volontaria dei cittadini al programma della “Spesa sospesa”. Tutti i cittadini nei mercati e nelle fattorie di Campagna Amica diffusi in Puglia possono decidere di donare cibo e bevande alle famiglie più bisognose sul modello dell’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo.









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