venerdì 06 agosto 2021

16/07/2021 11:44:56 - Provincia di Taranto - Attualità

Secondo Intermite, «questa richiesta è un abuso ed una violazione della privacy nei confronti degli avventori, assolutamente fuori luogo»

“Un limite importante alla ripresa dei ritmi di lavoro ordinari, ma anche il riflesso di un inaccettabile scaricabarile”.

 Non usa mezzi termini Francesca Intermite, presidente di CasaImpresa Taranto, per definire l’ipotesi di imporre l’esibizione del Green Pass all’ingresso dei pubblici esercizi.

“Questa richiesta – spiega Intermite – ritengo sia un abuso ed una violazione della privacy nei confronti degli avventori, assolutamente fuori luogo.  Certamente va affrontato il problema dei contagi  che stanno risalendo e la necessità di garantire il  rispetto delle misure pensate per allontanare il rischio di una terza ondata che provocherebbe nuove dolorose perdite, in termini di  vite, e creerebbe danni ancor più incisivi e profondi  alle realtà imprenditoriali che sono riuscire a superare le precedenti chiusure. Molte le attività, lo ricordiamo con grande tristezza, che non hanno riaperto già dal primo stop”.

“Perché invece di mettere ulteriormente in difficoltà e caricare di responsabilità i pubblici esercizi – propone la Presidente di CasaImpresa - non si opta per la vaccinazione obbligatoria? Non è certamente giusto che titolari di bar e ristoranti si sostituiscano agli organi di controllo, non è giusto che vengano imposte restrizioni che inevitabilmente andrebbero a ricadere sul numero degli avventori e quindi ancora una volta su chi faticosamente cerca di lavorare. A noi privati viene chiesto addirittura questo, mentre veniamo a conoscenza del fatto che , in luoghi pubblici fuori dalla nostra regione, molto frequentati da turisti,  non vi è alcuna accortezza sul distanziamento, sulla necessità di differenziare l’entrata e l'uscita, e non vi sono controlli. In questi luoghi pare non ci sia la  giusta rigidità nel rispetto delle misure, indispensabili a contenere il rischio di contagio, e intanto ai pubblici esercizi si chiedono ulteriori sacrifici “.

"Nessuno pensi a future restrizioni che ci riguardino perchè gli imprenditori, quelli ancora vivi ma agonizzanti, non sono più disposti a pagare il conto per tutti. Lo abbiamo già fatto per oltre un anno e mezzo e ancora ci lecchiamo le ferite. Le istituzioni - conclude Francesca Intermite -  hanno il dovere di pensare con urgenza a qualsiasi soluzione per raggiungere l'immunità di gregge: accelerare la campagna di vaccinazione e intensificare i controlli contro gli assembramenti come in particolare quelli negli aeroporti, porti e stazioni, che ci risultano essere deficitari, per non parlare degli episodi di vita notturna fuori da ogni regola”.









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