lunedì 29 novembre 2021

03/09/2021 07:17:51 - Salento - Attualità

Vaccini: con quasi 8 milioni di dosi in frigo, ancora 3,34 milioni di over 50 senza copertura. Efficacia vaccinale stabile sopra il 94% per forme gravi e decessi, ma si riduce all’80% per la diagnosi.

 

Il monitoraggio della Fondazione Gimbe, nella settimana 25-31 agosto, rileva una sostanziale stabilità di nuovi casi e decessi. In frenata l’aumento dei ricoveri in area medica (+5,4%) e in terapia intensiva (+7,9%). sul fronte della campagna vaccinale risalgono le prime dosi (40% del totale), ma a fronte di quasi 8 milioni di dosi disponibili rimangono oltre 3,3 milioni di over 50 senza alcuna copertura. Considerata la “scadenza” dei green pass per i primi vaccinati e in attesa delle decisioni dell’autorità regolatoria sulla terza dose, la fondazione gGmbe analizza i dati su efficacia vaccinale e durata della copertura nel nostro Paese.

INDICATORI REGIONALI – Nell’intera Puglia, come si nota dalla tabella in alto, si sono registrati 116 casi ogni 100mila abitanti su base regionale. Più nello specifico, nella Puglia la provincia che registra meno casi è quella di Taranto: 22 ogni 100mila abitanti su base settimanale. C’è poi Bari (30), Brindisi (39), Foggia (43), Lecce (57), mentre il primato in questa non invidiabile classifica lo detiene la BAT con 93 casi ogni 100mila abitanti su base settimanale.

La provincia di Taranto è poi la seconda a livello nazionale: sono la provincia di Aosta registra meno casi ogni 100mila abitanti: 18.

POSTI LETTO OCCUPATI - «Sul fronte ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – frena l’aumento dei posti letto occupati: rispetto alla settimana precedente +5,4% in area medica e +7,9% in terapia intensiva».  In termini assoluti, il numero di pazienti COVID in area medica è passato da 1.088 del 16 luglio a 4.252 del 31 agosto (+291%) e quello nelle terapie intensive da 151 del 14 luglio a 544 del 31 agosto (+260%).

A livello nazionale il tasso di occupazione rimane basso (7% in area medica e 6% in area critica), ma si rilevano notevoli differenze regionali: per l’area medica si collocano sopra la soglia del 15% Sicilia (23%) e Calabria (17%); per l’area critica sopra la soglia del 10% Sicilia (13%) e Sardegna (13%). «Si registra un lieve aumento degli ingressi giornalieri in terapia intensiva – spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – con una media mobile a 7 giorni di 43 ingressi/die rispetto ai 40 della settimana precedente».

Per quel che riguarda la Puglia, come si vede nelle due tabelle dedicate ai posti letto occupati, in Area Medica è al 9%, percentuale più alta della media italiana (7%), ma molto più bassa della Sicilia (23%), della Calabria (17%), della Sardegna (15%)e della Basilicata (13%).

Per la Terapia Intensiva, la Puglia ha il 4% dei posti letto occupati, percentuale inferiore a quella media italiana (6%) e peggiore solo della Provincia Autonoma di Bolzano (3 %), della Lombardia  (3 %), del Piemonte (2 %) e della Basilicata (1 %).

Vaccini: somministrazioni. Al 1° settembre (aggiornamento ore 6.12) il 71,9% della popolazione (n. 42.609.377) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+841.834 rispetto alla settimana precedente) e il 63,9% (n. 37.882.252) ha completato il ciclo vaccinale (+1.195.342) (figura 9). In aumento nell’ultima settimana il numero di somministrazioni (n. 1.832.949) (figura 10), con una media mobile a 7 giorni che, dopo il crollo da oltre 592 mila del 28 luglio a circa 199 mila del 20 agosto, ha ripreso a salire raggiungendo quota 270 mila il 31 agosto (figura 11). «Nonostante la ripresa del ritmo delle somministrazioni – commenta Cartabellotta – il numero di prime dosi sul totale si attesta intorno al 40%: impossibile stimare se e in che misura questo numero sia destinato a salire vista l’indisponibilità di dati pubblici sulle prenotazioni contrariamente a quanto previsto dalla normativa».

La Puglia ha una delle migliori performance in Italia, soprattutto per quel che riguarda il ciclo completo: il 66,9% della popolazione over 12 ha completato il ciclo.

Vaccini: copertura degli over 50. L’87,8% della popolazione over 50 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con un incremento settimanale nazionale irrisorio (+0,7%) e nette differenze regionali: dal 92,4% della Puglia al 81,4% della Sicilia. In dettaglio:

  • Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 4.183.962 (93,4%) hanno completato il ciclo vaccinale e 106.032 (2,4%) hanno ricevuto solo la prima dose.
  • Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 5.298.860 (88,8%) hanno completato il ciclo vaccinale e 145.165 (2,4%) hanno ricevuto solo la prima dose.
  • Fascia 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni, 6.262.871 (84,2%) hanno completato il ciclo vaccinale e 250.541 (3,4%) hanno ricevuto solo la prima dose.
  • Fascia 50-59 anni: degli oltre 9,4 milioni, 7.239.376 (76,5%) hanno completato il ciclo vaccinale e 529.748 (5,6%) hanno ricevuto solo la prima dose.

Complessivamente sono 4,4 milioni gli over 50 parzialmente o totalmente privi di copertura vaccinale (figura 12), di cui 3,34 milioni (12,2%) non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose, con rilevanti differenze regionali: dal 18,6% della Sicilia al 7,6% della Puglia. Questa percentuale della Puglia è la migliore in Italia.

Efficacia vaccini. «Considerato che la “scadenza” del green pass per le persone vaccinate all’inizio dell’anno ha innescato il dibattito sull’opportunità della terza dose – commenta Cartabellotta – la Fondazione GIMBE ha analizzato l’efficacia vaccinale e la durata della copertura sulla base dei dati resi disponibili dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS)».

L’efficacia del vaccino da aprile ad oggi rimane stabile e superiore al 94% nel ridurre i decessi e le forme severe di malattia che richiedono ospedalizzazione e ricovero in terapia intensiva. Per quanto riguarda le diagnosi di SARS-CoV-2, l’efficacia si riduce dall’88,5% (periodo 4 aprile-11 luglio) al 79,7% (periodo 4 aprile-22 agosto). In altri termini si rileva una progressiva riduzione dell’efficacia delle coperture vaccinali nei confronti di infezioni asintomatiche e forme lievi di malattia che non necessitano di ricovero.

Tale riduzione, tuttavia, risulta inversamente proporzionale all’età: al 22 agosto l’efficacia è del 67,4% nella fascia 12-39 anni e del 77,1% in quella 40-59 anni (al 4 luglio erano rispettivamente 79,8% e 80,8%); visto che negli over 60 l’efficacia sulla diagnosi si mantiene superiore all’85% è verosimile che tra i più giovani abbiano influito durante il periodo estivo la maggiore occasione di contatti sociali e una minore attenzione ai comportamenti individuali, che restano fondamentali per prevenire il contagio anche nelle persone vaccinate.

A fronte di un aumento di ospedalizzazioni, ricoveri in terapia intensiva e decessi sia nei vaccinati che nei non vaccinati, rispetto alla precedente rilevazione dell’ISS, il rapporto fra i due gruppi si mantiene pressoché stabile, con del rischio rispettivamente dell’85,3%, 89,3% e 78,9% in chi non ha ricevuto nemmeno una dose di vaccino rispetto a coloro che hanno completato il ciclo vaccinale.







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