martedì 26 ottobre 2021

07/10/2021 17:00:50 - Provincia di Taranto - Attualità

«Taranto è in perenne emergenza sanitaria. Le fonti inquinanti di origine industriale puntualmente vengono lasciate libere di mietere vittime»

Riceviamo da Giustizia per Taranto e Legamjonici e pubblichiamo un comunicato attraverso il quale si annuncia l’invio di una denuncia all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite sull’inquinamento a Taranto.

 

«Dopo la sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani (24 gennaio 2019) che ha condannato l’Italia per violazione del diritto alla salute dei cittadini di Taranto, lo Stato italiano non ha ancora messo in atto azioni concrete a tutela della salute pubblica. Sull’operato del Governo italiano vigila il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa che, ancora oggi, attende azioni efficaci in rispetto della sentenza CEDU.

Il 22 settembre 2021 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato le nuove Linee guida sulla qualità dell’aria, per la prima volta rivolte a tutti i Paesi del mondo, con l’obiettivo di fornire parametri uniformi e molto più stringenti degli standard nazionali in particolare per inquinanti pericolosi come Pm2,5 e Pm10 per i quali, in realtà, non esistono limiti al di sotto dei quali si possono escludere effetti sulla salute.

Per massimizzare i benefici per la salute è necessario attuare misure per ridurre l’esposizione della popolazione agli inquinanti. Tale approccio è fondamentale nei territori con alti livelli di inquinamento atmosferico, nei quali è peraltro urgente risolvere le disuguaglianze dovute a fattori socioeconomici, a maggiore vulnerabilità della popolazione residente e alle attività economiche.

Taranto è in perenne emergenza sanitaria. Le fonti inquinanti di origine industriale puntualmente vengono lasciate libere di mietere vittime, come anche consentito dal Consiglio di Stato che il 23 giugno scorso ha emesso una sentenza favorevole al proseguimento dell’attività dello stabilimento siderurgico, deludendo le aspettative di quanti auspicavano la chiusura dell’area a caldo.

È, dunque, evidente una persistente violazione dei diritti fondamentali alla vita e alla salute che rende i cittadini di Taranto ‘vittime perenni’. Sotto accusa lo Stato italiano e Acciaierie d’Italia, come indicato nel documento appena inoltrato da Giustizia per Taranto e Legamjonici all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite, che ha anche il compito di prevenire le violazioni dei diritti umani e garantirne il rispetto».







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