domenica 28 novembre 2021

22/10/2021 07:23:36 - Puglia - Attualità

«Nel suo primo anno di vita, un bambino del sud corre un rischio di morire più alto del 50 percento rispetto a un suo coetaneo resistente nel centro-nord»

«L’obiettivo più importante del mio mandato sarà quello di cercare di colmare il gap, la differenza che c’è, tra le regioni del Centronord e quelle del Sud per l’assistenza pediatrica. Si pensi alla mortalità neonatale. L’Italia non sta dietro ad altri Paesi europei come Francia e Germania, ma all’interno del territorio italiano ci sono differenze importanti e la mortalità neonatale al Sud è molto più alta».

A spiegarlo all’agenzia Dire è Giovanni Chello, direttore dell’Unità operativa complessa (Uoc) di Neonatologia e Terapia intensiva neonatale del Monaldi, eletto presidente della Società italiana di Neonatologia della Campania nel corso di un convegno organizzato dalla Sin a Napoli.

In particolare, nel suo primo anno di vita, un bambino del sud corre un rischio di morire più alto del 50 percento rispetto a un suo coetaneo resistente nel centro-nord.

«Questi dati, che sono oggettivamente fastidiosi per tutti, ci mettono di fronte alla necessità - prosegue Chello - di pretendere un cambiamento, una inversione di rotta. Ma questo non può essere solo un nostro compito. È compito dei medici, ma anche dei decisori politici.

La politica - sottolinea il neopresidente della Sin Campania - ci deve sostenere in questo lavoro, non si devono creare le condizioni che determinano le differenze tra i diversi territori italiani. Il mio obiettivo, quindi, sarà prendere contatto con I decisori politici regionali e avere un interlocutore affidabile. Facciamoci tutti un esame di coscienza: ci vuole più conoscenza, ci vuole un sostegno sui corsi di aggiornamento che devono diventare obbligatori, ci deve essere un controllo».







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