«Tra i casi più emblematici, l’olio tunisino: arrivi +40% nei primi dieci mesi del 2025, a circa 3,5 euro/kg»

«Oltre mezzo miliardo di chili di olio d’oliva straniero entrati in Italia nel 2025».
A renderlo noto è Coldiretti Puglia.
«Un fiume di prodotto a basso costo che sta schiacciando il prezzo dell’extravergine nazionale, mettendo in ginocchio gli olivicoltori e aprendo la porta a frodi e traffici poco chiari.
L’allarme è stato lanciato da Coldiretti Puglia e Unaprol a Evolio Bari, nel confronto con ICQRF e Agenzia delle Dogane, sulle criticità del comparto e sulle importazioni senza adeguate tutele.
Tra i casi più emblematici, l’olio tunisino: arrivi +40% nei primi dieci mesi del 2025, a circa 3,5 euro/kg. Un prezzo che scarica il peso della concorrenza sleale proprio sull’anello più fragile della filiera: gli agricoltori.
“Difendere l’olio extravergine italiano significa difendere reddito, territori e qualità. Servono regole più rigide e controlli efficaci”.
Nicola Di Noia
“La Puglia non può subire in silenzio un sistema che penalizza i produttori onesti e inganna i consumatori”.
Alfonso Cavallo
“Serve un cambio di passo: più controlli alle frontiere, etichette chiare e stop alle finte italianizzazioni”.
Pietro Piccioni
Sotto accusa un sistema poco trasparente dove trovano spazio sofisticazioni e inganni: dall’olio di semi colorato venduto come extravergine, fino alle etichette con “confezionato in Italia” ben visibile e la vera origine scritta in minuscolo.
E intanto solo una minima parte degli alimenti extra Ue viene controllata. Così a pagare sono imprese e cittadini.
Difendere l’olio italiano non è nostalgia: è tutela del reddito agricolo, della salute e della verità in etichetta».

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