martedì 17 maggio 2022

28/01/2022 11:13:02 - Provincia di Taranto - Attualità

Il vaccino anti-covid: un importante risultato per il diritto alla salute dei migranti

Grazie al progetto FARI-Servizi di mediazione linguistica culturale, nelle ASL, ad oggi negli hub vaccinali di Taranto e provincia sono state somministrate più di 15mila dosi di vaccino a cittadini stranieri provenienti da 103 Paesi, sparsi per tutti i continenti.

L’ASL Taranto continua la campagna vaccinale anti-Covid per gli stranieri iniziata nell’agosto scorso, grazie al progetto “FARI - Formare Assistere Rispondere Includere”, avviato dalla stessa Azienda Sanitaria Locale nel 2018, insieme alle ASL di Lecce e Brindisi.

La campagna vaccinale per gli stranieri, anche se non iscritti al Servizio Sanitario Nazionale, è attiva dal 26 agosto 2021, indipendentemente dalla posizione in cui ciascuno di essi si trova in relazione alle regole sul soggiorno e la permanenza.

Le persone interessate a ricevere la vaccinazione si presentano liberamente, senza alcuna prenotazione, presso uno degli hub di Taranto e provincia, presentando unicamente un documento di identità (solitamente il passaporto). In questo modo gli stranieri, anche se non sono possessori di tessera sanitaria, vaccinandosi, hanno diritto ad ottenere il green pass. Tra le persone che finora hanno ricevuto il vaccino, le nazionalità prevalenti sono georgiana, rumena, nigeriana (prima tra le africane) e gambiana.

Per via del gran numero di georgiani a cui è stato inoculato il vaccino, il continente che conta il maggior numero di stranieri immunizzati in provincia di Taranto è l’Asia, seguita dall’Africa (con una netta prevalenza delle nazioni dell’Africa Nord-Occidentale), dall’Europa (per oltre i tre quarti provenienti da Romania, Albania e Ucraina), dall’America e dall’Oceania. Tra gli stranieri vaccinati anche 38 marittimi (prevalentemente di nazionalità filippina e birmana) degli equipaggi di navi mercantili ormeggiate al porto di Taranto.

La campagna vaccinale per stranieri è stata resa possibile grazie al progetto “FARI - Formare Assistere Rispondere Includere”, avviato dall’ASL Taranto nel 2018 con il coinvolgimento delle ASL Lecce e Brindisi. Finanziata grazie al PON “Legalità” 2014-2020, l’iniziativa ha facilitato l’accesso ai servizi sanitari e socio-sanitari da parte dell’utenza straniera attraverso diverse azioni, in particolare tramite l’impiego di 15 mediatori culturali (5 per ciascuna ASL), che nel corso di un anno e mezzo hanno effettuato circa 6.000 interventi in favore di circa 2.000 utenti stranieri, per mezzo degli strumenti multilingue messi a disposizione attraverso il sito web www.sanitaperstranieri.it, l’App per smartphone “FARI Sanità per Stranieri” e gli spot dedicati alla promozione della vaccinazione e dei servizi socio-sanitari rivolti agli stranieri. A sostegno della campagna vaccinale sono stati attivati anche una linea telefonica (099.4585020, attiva dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13) e un indirizzo email ( vaxcovid.esteri@asl.taranto.it).

In base a quanto comunicato dal Ministero della Salute alle Regioni nello scorso mese di ottobre, il green pass può essere scaricato anche dagli stranieri senza codice fiscale, quindi non profilati nel sistema TS, che alimenta la piattaforma DGC (Digital Green Certificate).

A partire dal 17 novembre 2021, quando uno straniero si presenta presso l’hub di vaccinazione, vengono raccolti i suoi dati personali (nome, cognome, data di nascita, paese di nascita, residenza attuale) e inviati al Ministero, il quale crea un codice equivalente al codice fiscale per profilarli, trasmettendolo all’ASL di riferimento entro 48 ore. In questo modo gli stranieri possono essere inseriti nell’anagrafe sanitaria locale e può essere emesso il green pass a loro favore. Complessivamente, secondo le indicazioni del Dipartimento di Prevenzione, dal momento in cui vengono forniti i dati al giorno della vaccinazione passano 7 giorni.

Inoltre, nelle ultime settimane, l’ASL Taranto sta provvedendo a recuperare i green pass degli stranieri già vaccinati, inviando i dati al Dipartimento di Prevenzione.







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