domenica 03 luglio 2022

01/06/2022 17:57:02 - Puglia - Attualità

In provincia di Taranto denunciati, in quattro mesi, 1.334 infortuni sul lavoro

In Puglia quella delle morti sul lavoro è una piaga aperta, che non si rimargina. Anzi, la ferita diventa sempre più estesa e dolorosa. Nei primi 4 mesi del 2022, purtroppo, sono state registrate già 19 morti bianche e oltre 10mila sono state le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro lo scorso mese di aprile.

La provincia di Bari è quella che ha registrato il maggior numero di infortuni (3.496), seguita da quella di Lecce (1.745), dal Foggiano (1.491), dalla provincia di Taranto (1.334), dal Brindisino (1.182) e, in coda, la provincia di Barletta-Andria-Trani (825).

Guardando allo scorso anno, invece, in Puglia sono state registrate 24.533 denunce di infortunio sul lavoro, in media 65 al giorno, 97 morti (nel 2020 furono 78) per il lavoro (75 sul luogo lavorativo e 21 in itinere ovvero durante il normale percorso di andata e ritorno dall’abitazione a quello di lavoro) e una crescita di quasi il 60% delle denunce di malattie professionali rispetto all’anno precedente.

A livello nazionale, le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro lo scorso mese di aprile sono state 254.493, in aumento del 48,1% rispetto alle 171.870 del primo quadrimestre del 2021. I dati indicano un incremento rispetto allo stesso periodo del 2021 sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati dai 152.859 del 2021 ai 230.357 del 2022 (+50,7%), sia di quelli in itinere, avvenuti cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, che hanno fatto registrare un aumento del 27,0%, da 19.011 a 24.136.

Per quanto riguarda le «morti bianche», in Italia nel 2022 sono state 261, 45 in meno rispetto alle 306 registrate nel primo quadrimestre del 2021. A livello nazionale i dati rilevati al 30 aprile, «pur nella provvisorietà dei numeri», sottolinea l’Inail, mostrano un incremento per il primo quadrimestre del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021 solo dei casi in itinere, passati da 48 a 70, mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono scesi da 258 a 191. Il calo ha riguardato l’Industria e servizi (da 263 a 219 denunce) e il Conto Stato (da 18 a 11), mentre l’Agricoltura ha registrato sei casi in più (da 25 a 31).







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