mercoledì 17 agosto 2022

02/07/2022 08:10:14 - Provincia di Taranto - Attualità

Lo studio riguarda l’utilizzo di un radiofarmaco, il 18Fluoro-PSMA, nei pazienti affetti da carcinoma prostatico, precedentemente sottoposti a prostatectomia, in ripresa biochimica di malattia e con bassi valori di PSA (Antigene Prostatico Specifico), al fine di valutare precocemente dove esattamente si sta manifestando la recidiva

Il dott. Antonio Notaristefano, della Medicina Nucleare del SS.Annunziata/S.G.Moscati di Taranto, ha presentato al congresso nazionale del GOIM uno studio sull’uso di un radiofarmaco per individuare precocemente la sede della recidiva nei pazienti affetti da carcinoma alla prostata in ripresa biochimica di malattia. Il contributo è stato premiato come uno dei tre migliori tra quelli presentati.

Nel corso del 24° Congresso Nazionale del Gruppo Oncologico dell’Italia Meridionale (GOIM), tenutosi nei giorni scorsi a Taranto, alcuni giovani studiosi hanno presentato delle comunicazioni relative a studi innovativi in ambito oncologico. I tre contributi scientifici giudicati migliori da una commissione di esperti sono stati premiati al termine dei lavori congressuali direttamente dal Ferdinando De Vita, presidente del GOIM.

Tra i premiati si segnala Antonio Notaristefano, medico nucleare della struttura di Medicina Nucleare / Centro Diagnostica PET/TC) dell’ospedale SS.Annunziata di Taranto, che ha presentato il contributo intitolato “Value of 18/f-PSMA-1007 PET/CT in patients with prostata cancer in biochemical relapsed of disease, previously subjected to prostatectomy” (“Valore di 18/f-PSMA-1007 PET/CT nei pazienti con cancro alla prostata in recidiva biochimica di malattia, precedentemente sottoposti a prostatectomia”).

Lo studio riguarda l’utilizzo di un radiofarmaco, il 18Fluoro-PSMA, nei pazienti affetti da carcinoma prostatico, precedentemente sottoposti a prostatectomia, in ripresa biochimica di malattia e con bassi valori di PSA (Antigene Prostatico Specifico), al fine di valutare precocemente dove esattamente si sta manifestando la recidiva. In altri termini, al dato biochimico (il PSA) viene associata un’immagine, in modo tale che il clinico sappia dove la malattia si sta ripresentando e possa programmare così il miglior trattamento terapeutico. Un basso PSA, infatti, vuol dire che la malattia è, con molta probabilità, ancora localizzata.

Lo studio ha consentito di individuare precocemente la localizzazione di malattia, consentendo di indirizzare i pazienti verso trattamenti locoregionali (cioè che interessano esclusivamente la sede della malattia), che siano radicalizzanti.

Lo scopo dello studio, in definitiva, è individuare precocemente la sede/le sedi di ripresa di malattia in pazienti affetti da carcinoma prostatico.

Si tratta di uno studio innovativo e importante nell’ottica della medicina di precisione, personalizzata e mirata, e anticipa la medicina del futuro, perché si stanno sviluppando radiofarmaci a scopo terapeutico, per una terapia selettiva sulle cellule prostatiche, associando, anziché il 18Fluoro-PSMA, il lutezio 177, sarà possibile avere un effetto terapeutico, viene semplicemente sostituito l’isotopo radioattivo passando così dalla fase diagnostica a quella terapeutica.

A breve, quindi, la Medicina Nucleare del SS.Annunziata di Taranto potrà disporre di una terapia innovativa per i pazienti affetti da carcinoma prostatico, offrendo un ulteriore importante servizio al territorio e ai pazienti oncologici. Ma per poter predisporre terapie efficaci, è importante sviluppare strumenti diagnostici sempre più precisi e in grado di individuare precocemente le patologie: ed è proprio sul valore della diagnostica che il direttore (insieme al dott. Giammarco Surico) del congresso del GOIM , nonché responsabile dell'Oncologia Medica dell’Ospedale Moscati di Taranto Salvatore Pisconti, ha insistito particolarmente, dandole ampio spazio nel congresso.







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