mercoledì 17 agosto 2022

27/07/2022 08:16:44 - Provincia di Taranto - Attualità

L’intervento di Luciano Manna (VeraLeaks)

«Sono passati dieci anni dal sequestro degli impianti dell'area a caldo dello stabilimento Ilva di Taranto per mano del Giudice Todisco. Dopo dieci anni quegli impianti rimasti sotto sequestro non si sono mai fermati. Oggi le emissioni dagli impianti sono le stesse di ieri. Continuano gli slopping, le emissioni dagli altoforni, dalle cokerie, dall'agglomerato e dopo dieci anni ci chiediamo: di chi è la diossina e il pcb che ancora oggi continua ad essere rilevata negli alimenti della nostra catena alimentare locale? L'avvelenamento delle sostanze alimentari è un reato che è stato già condannato nel processo Ambiente svenduto, quindi vogliamo sapere di chi sono le sostanze inquinanti e cancerogene che arrivano sulle nostre tavole tramite gli alimenti della filiera locale.

Perché non interviene nessuno nonostante i dati che seguono nel presente comunicato sono pubblici sul sito della Asl di Taranto? I regolamenti europei che definiscono i limiti di azione e i limiti massimi parlano chiaro: già al superamento del limite di azione bisogna eliminare la fonte inquinante. Dal 2011 sino ad oggi (i dati che seguono sono aggiornati al 2022) diossine e pcb permangono nei nostri alimenti e causano un danno sanitario non più accettabile. Ogni livello istituzionale si attivi nelle proprie competenze perché avere alimenti con inquinanti cancerogeni non sia più la normalità!

In un campione di uova di gallina prelevato il 10 giugno 2021 da una azienda avicola di Taranto che dista poco più di 10 km dall'area industriale sono stati oltrepassati i limiti di azione per il pcb diossina simile e il limite di legge per la sommatoria pcb dl+diossina. Rispettivamente 5,12 ± 0,82 a fronte di un limite di azione di 1,75 pg/g di grasso, e 6,84 ± 1,11 per la sommatoria diossine+pcb dl a fronte di un limite di 5,0 pg/g di grasso.

Stessa sorte per un'altra azienda avicola, sempre del comune di Taranto, distante circa 11 km dall'area industriale. I campioni di uova di gallina prelevati il 9 settembre 2021 hanno dato i seguenti valori: 5,29 ± 0,85 per il parametro pcb dl e 6,75 ± 1,09 per il parametro sommatoria diossine+pcb. Anche qui superati rispettivamente i limiti di azione e i limiti di legge.

Passando ai mitili si riconferma come ogni anno la critica persistenza degli stessi inquinanti. I seguenti dati sono tutti dell'anno 2022. Limiti d'azione: Diossine + furani 1,5 pg/gr.; Pcb dl 2,5 pg/gr - Limiti Regolamento 1259/11 Diossine 3,5 pg/gr; Diossine +Pcb dl 6,5 pg/gr.; Pcb non dl 75 ng/gr

Prelievo del 26 gennaio da un campione di cozza novellame nel primo seno del Mar Piccolo: si supera il limite di azione per il parametro pcb dl con 3,185 ± 0,512. Prelievo del 4 febbraio nel primo seno del Mar Piccolo da un campione di cozze novellame si supera il limite di azione per il parametro pcb dl con il valore di 3,295 ± 0,530. Prelievo dell'11 marzo nel primo seno del Mar Piccolo da una matrice mytilus: si supera il limite di azione per il parametro pcb dl 5,803 ± 0,933. Il 13 aprile si superano i limiti massimi consentiti dal regolamento europeo per la sommatoria diossine+pcb dl in due campioni di mitili: 11,662 ± 1,889 e 10,605 ± 1,716. Nel caso del primo campione del 13 aprile si supera il limite anche per il parametro pcb non dl con un valore di 97,91 ± 14,53. Il prelievo del 17 maggio in una cozza del secondo seno supera i limiti di azione per il parametro diossine con 2,093 ± 0,349ve il parametro pcb dl con un valore di 5,252 ± 0,845. Il prelievo del 24 maggio nel primo seno ci conferisce il superamento del limite massimo per il parametro sommatoria diossine+pcb dl con un valore pari a 10,370 ± 1,683 e nello stesso campione si supera il limite massimo per il parametro pcb non dl con un valore di 98,10 ± 14,73. Il campione del 24 giugno nel primo seno del Mar Piccolo è un prelievo di cozza novellame: si supera il limite di azione per il parametro pcb dl con un valore pari a 3,856 ± 0,620.

I lavoratori agricoli della terra e del mare sono stati già abbondantemente colpiti a causa delle emissioni inquinanti che hanno azzerato la mitilicoltura e compromesso altre attività che si sostentano con i pascoli e gli allevamenti bovini, caprini, avicoli. Sono stati persi migliaia di posti di lavoro ed è stata, ed è ancora oggi, avvelenata la catena alimentare. Per quale motivo? Per il profitto di chi e di quale logica?

Dopo 10 anni di impianti sequestrati la politica e l'istituzione non ha più credibilità ed ancora oggi come ieri tocca al cittadino rilevare i reati penali che nella gestione ArcelorMittal prima e Acciaierie d'Italia dopo compiono gli stessi reati che hanno portato la famiglia Riva ad essere stata condannata nel processo penale Ambiente svenduto. In tutto questo è a dir poco vergognosa la gestione che si è succeduta sugli scranni dei commissari di Governo, coloro che difendono impianti che vanno chiusi ed hanno anche il coraggio di chiedere il dissequestro degli stessi. Riponiamo le speranze nell'unico pezzo di istituzione che nel corso di questi calvario che dura anni si è opposta alla cieca gestione politica romana, riponiamo le speranze nella Procura di Taranto, l'ultimo feudo di giustizia che non sarebbe intervenuta se il Ministero dell'Ambiente avesse fatto il suo lavoro insieme alla sua controllata Ispra.

Viviamo in uno Stato condannato per violazione dei diritti e che ha condannato i tarantini a vivere senza il diritto alla Vita, alla Salute. Il prossimo Governo dovrà cambiare rotta o quella rotta, a qualsiasi costo, la cambieremo noi.

Che Taranto sia Libera, al più presto»

 

Luciano Manna

VeraLeaks







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