sabato 28 gennaio 2023

29/11/2022 07:56:50 - Puglia - Attualità

«I pugliesi, nel frattempo, sono costretti a curarsi fuori regione facendo lievitare i costi della mobilità passiva che, nel 2021, è costata circa 200 milioni di euro alle casse regionali»

Riceviamo, e pubblichiamo, una dichiarazione congiunta del gruppo regionale (il consigliere relatore Luigi Caroli, il capogruppo Francesco Ventola e i consiglieri regionali Giannicola De Leonardis, Antonio Gabellone, Renato Perrini e Michele Picaro) sul tema della sanità pugliese.

«L’emergenza delle liste di attesa nella sanità pugliese deve essere affrontata in tempi rapidi e con risorse economiche congrue. Prendiamo atto, invece, che la Regione Puglia ha stanziato appena 15 milioni di euro per il 2022, somma insufficiente e che non riuscirà certo a spendere in un mese, e che, soprattutto, l’assessore Palese non ha evidentemente ben chiaro il da farsi per quel che concerne gli atti da porre in essere.

Ed è ciò che è emerso nel corso dei lavori del Consiglio regionale dove l’assessore alla Sanità ha parlato di una specifica delibera di Giunta da approvare sul tema, anziché rendersi conto che già il disegno di legge n.171 del 21/11/2022, concernente l’assestamento e variazione al Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2022 e pluriennale 2022-2024, nella relazione illustrativa all’articolo 7 sulle disposizioni per il recupero delle liste di attesa, illustra chiaramente il da farsi.

Così come definito nel Piano Nazionale Governo Liste di Attesa (PNGLA) 2019-2021 si intende supportare il piano di recupero attraverso il coinvolgimento delle strutture pubbliche e private accreditate. Questo dovrà necessariamente rispettare le classi di priorità, al fine di ridurre i tempi di attesa delle prestazioni sanitarie di ricovero ed ambulatoriali, comprensive anche degli interventi chirurgici da erogare in favore dell’utenza quale obiettivo strategico regionale.

Le risorse – si legge sempre nel documento – saranno assegnate sulla base delle liste di attesa registrate nelle singole province, per le quali dovranno essere attivate agende specifiche e dedicate tali da consentire anche apposita rendicontazione delle prestazioni effettivamente erogate.

In pratica le regole sono già state scritte, basterebbe iniziare ad applicarle senza perdersi ulteriormente nei meandri della burocrazia con passaggi del tutto inutili che non giovano di certo né alla soluzione del problema né alla salute dei pugliesi, i quali, nel frattempo, sono costretti a curarsi fuori regione facendo lievitare i costi della mobilità passiva che, nel 2021, è costata circa 200 milioni di euro alle casse regionali. Sempre lo scorso anno, la sanità pugliese ha registrato un deficit di 500 milioni di euro, coperti per metà dal Governo e per l’altra metà, in via eccezionale, con gli avanzi di amministrazione degli anni precedenti.

Per il 2022 saremo costretti a registrare gravi perdite sul bilancio regionale a causa della incapacità, o della mancanza di volontà, da parte del governo di centrosinistra, di affrontare e risolvere questa incresciosa situazione. Con il concreto pericolo che, per ripianare in parte il deficit, il governo Emiliano correrà ai ripari aumentando le tasse regionali».







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