sabato 20 aprile 2024

03/03/2023 18:47:20 - Maruggio - Attualità

«Quando avremo il diritto di poter scendere a fare un giro in barca e magari passare qualche ora a coltivare il nostro hobby?»

L’associazione “Diportisti Jonici” scrive una lettera aperta, che reca la firma del presidente Antonio Palmisano, al governatore Michele Emiliano e all’assessore regionale al Turismo Gianfranco Lopane, nonché, per conoscenza, agli onorevoli Dario Iaia e Giovanni Maiorano, lamentando l’impossibilità di utilizzare gli scali d’alaggio di Campomarino e Torre Ovo. Ecco la lettera.

 

«Illustrissimo presidente e assessore

la presente per rinnovare nuovamente la nostra richiesta di attenzione da rivolgere a questo annoso problema, che con cadenza annuale ormai ricorre imperterrito da anni.

Ormai come è noto a tutti voi, già posto alla vostra attenzione nuovamente un anno fa da chi vi scrive in rappresentanza di un gran numero di “Diportisti Jonici”, nome della nostra associazione, possessori di imbarcazioni su carrello, che da anni hanno le barche ed i rispettivi carrelli fermi in garage.

In questo particolare momento, ci ritroviamo in un paradosso! Cadendo dalla padella alla brace!

La vecchia tonnara di Torre Ovo, ricadente in territorio del Comune di Maruggio (confinante con il comune di Torricella e relativa marina Torre Ovo), oggetto negli anni di continue aperture e chiusure, si trova già da un anno ad essere inaccessibile a causa della chiusura degli accessi ad opera della nuova proprietà che ha acquistato tutti i terreni confinanti con le aree demaniali.

Pertanto, il vecchio scalo di alaggio della tonnara, interessato ogni anno da migliaia di accessi (già da alcuni decenni), è ad oggi inutilizzabile!

L'alternativa era rappresentata dal dragaggio del porto di Campomarino e riapertura dello scalo d'alaggio, impraticabile a causa di fondali troppo bassi e pieni di alghe in putrefazione.

Abbiamo atteso per anni, gli ultimi mesi trascorsi apparivano risolutivi, invece siamo nuovamente a dover patire disagi ed impedimenti!

Circa un anno fa, era stato aperto lo scalo d’alaggio che ad oggi è impraticabile poiché i lavori di rimozione delle alghe e della sabbia sono stati bloccati per esposti e problematiche varie. Nell’attesa di verifiche da parte degli organi preposti, le varie autorizzazioni sono scadute impedendo di fatto la ripartenza dei lavori, almeno da quanto ci è stato riferito.

Ad oggi, pare si attenda la conferenza dei servizi che dovrebbe convocare la Regione Puglia al fine di rilasciare eventuali autorizzazioni che permettano al Comune di Maruggio e a “Torre Moline spa”, attuale gestore del porto turistico di Campomarino di Maruggio, di affidare e attuare i lavori in tempi ragionevoli e comunque entro l’avvio della nuova stagione estiva.

Quando avremo il diritto di poter scendere a fare un giro in barca e magari passare qualche ora a coltivare il nostro hobby?

Abbiamo idea di quanti cittadini pugliesi, appassionati di pesca e possessori di un'imbarcazione da diporto, che prima sceglievano come meta Campomarino, Torre Ovo, adesso vanno altrove?

Abbiamo idea di quanti artigiani e commercianti pugliesi, salentini, che basano il loro reddito sulla vendita e la manutenzione delle imbarcazioni siano in difficoltà?

Evidenziamo che, la nostra costa, estesa per decine e decine di chilometri, sia sprovvista di uno scalo di alaggio e annessi servizi minimi, situazione assurda per un territorio su cui si sta investendo: Bandiere Blu, Ruote Panoramiche, piste ciclabili, aree balneari attrezzate.... Ma quando si potrà tornare a scendere in barca, serenamente, senza dover intraprendere proteste, mettere in campo iniziative, fare incontri con i sindaci (sempre molto disponibili, ma spesso con le mani legate), stampare manifesti e volantini, attuare sit-in.

Questo impedimento produce disagi e compromette la stagione turistica, non solo per i disservizi, ma anche per la puzza nauseabonda prodotta dalle alghe in putrefazione.

Cari presidente e assessore, Vi preghiamo di fare tutto quello che è in Vostro potere per ristabilire quella che per decenni è stata la “normalità”, di mettere in campo tutte quelle azioni che possano riportare, NEL PIU’ BREVE TEMPO POSSIBILE, alla “legalità” tutta la nostra costa ad oggi sprovvista di uno scalo accessibile e praticabile e possibilmente che ci "risparmi" dal dover percorrere almeno 30Km per poter mettere a mare la nostra imbarcazione».

 

Il presidente dei Diportisti Jonici

Antonio Palmisano

 









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