giovedì 22 febbraio 2024

11/02/2024 09:05:30 - Provincia di Brindisi - Attualità

E’ stato promosso dal Comitato dei Genitori di Mesagne

Il comitato dei genitori di Mesagne ha organizzato, presso l'auditorium del castello Normanno Svevo, un dibattito sul disagio giovanile, grazie alla testimonianza di Domenico Diacono e Angela Albanese, fondatori dell'associazione "Anto Paninabella” odv di Bari.

Chi sono? Di che si tratta?

La coppia ha perso la propria figlia, suicida, circa 7 anni fa, appena quattordicenne, ragazza come tante e che, come tanti, non aveva dato segni di squilibrio o altro, sebbene covasse dentro una depressione tale da condurla ad un gesto così estremo.

Immaginiamo questi genitori, genitori come tanti, una mamma e un papà che potremmo essere noi.

Immaginiamo la forza che devono aver avuto nel recuperare tutte le energie e concentrarle in un nuovo obiettivo, in onore di Antonella, la loro amata figlia.

Così hanno creato l'associazione e, gratuitamente, si mettono al servizio dei più giovani. Li incontrano nel luogo d'elezione per antonomasia: la scuola. A partire dalla quarta elementare, passano dalle medie inferiori per arrivare alle superiori.

Una grande platea, altamente variegata, che reagisce in maniera differente a seconda dell'età.

Esiste una scatola, scatola che diventa contenitore dei pensieri più intimi dei ragazzi, di quei ragazzi che decidono, in anonimato, di dare sfogo ai propri pensieri.

Ed ecco materializzarsi tanti spunti che, come afferma la coppia barese, spesso si ripetono: disagio; vergogna; difficoltà nel chiedere aiuto; inadeguatezza nei confronti degli alti standard imposti dalla famiglia; incapacità di comunicare con la propria mamma e papà.

Sono tematiche scomode, tanti non sono ancora pronti ad affrontarle, ma il seme che si getta, dà sempre frutto: occorre avere la costanza di insistere, di proporre questi virtuosi incontri sul territorio e di farsi portavoce delle belle esperienze che si vivono.

Rendiamoci conto che viviamo in una società fortemente dicotomica, in cui chi è adulto oggi, vive tra il passato, con una famiglia più regolamentata, e il presente in cui l'idea del confronto, dell'apertura viene costantemente proposta.

Una società in cui l'attenzione all'infanzia è estremamente alta ma nessuno è preparato a questo.

Non è facile stare in bilico tra passato e presente, tra quel che ci hanno trasmesso i nostri genitori, "cavatela da solo", e l'attuale.

Qual è l'attuale? Cavatela da solo? Parlane con me?

E se non vuole farlo, come mi devo comportare?

Insisto? Desisto?

Forse dovremo essere più indulgenti verso noi stessi perché la verità è che navighiamo tutti a vista.

Ecco, l'indulgenza, la capacità di darsi tempo, la pazienza, la comprensione, la tolleranza, il sapersi perdonare.

Forse potrebbe essere il migliore esempio da lasciare ai nostri "piccoli".

 

Carla Garau









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