martedė 23 aprile 2024

16/02/2024 16:03:12 - Provincia di Taranto - Cronaca

Dalle indagini dei carabinieri, sarebbe emerso che il datore di lavoro avrebbe imposto la restituzione in contanti di parte delle già esigue retribuzioni dei lavoratori. Effettuato il sequestro preventivo dell’azienda

 

I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Taranto, con il supporto dei Militari della Compagnia Carabinieri di Martina Franca, hanno tratto in arresto, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal GIP di Taranto, un 60enne cinese, datore di lavoro di fatto di un grande esercizio commerciale di vendita al dettaglio di prodotti per la casa e la persona, presunto responsabile del reato di sfruttamento della manodopera in danno di almeno 13 persone.

Le indagini, condotte dal N.I.L. di Taranto e coordinate dalla Procura della Repubblica di Taranto, hanno consentito di ricostruire la vicenda, alla base della quale vi sarebbe, nell’arco temporale di almeno 6 mesi, all’interno del suddetto esercizio commerciale di vendita al dettaglio, una reiterata condotta di sfruttamento in danno di più di dieci lavoratori, italiani e non, costringendo gli stessi, approfittando del loro acclarato stato di bisogno, all’osservanza di orari di lavoro oltre i limiti normativamente imposti, talvolta anche oltre le 60 ore settimanali, a fronte di esigue retribuzioni mensili palesemente difformi da quanto stabilito dalle contrattazioni collettive, senza che gli stessi fruissero mai di periodi di ferie. Tale condotta veniva altresì aggravata dall’imposizione, da parte del suddetto datore di lavoro, della restituzione in contanti, di parte delle già esigue retribuzioni nei confronti dei lavoratori. Al contempo, questi venivano costantemente sottoposti a metodi di sorveglianza, mediante l’utilizzo di un impianto di videosorveglianza a circuito chiuso presente all’interno della sede di lavoro, in violazione di quanto normativamente stabilito anche dallo Statuto dei Lavoratori, nonché a condizioni di lavoro ed alloggiative degradanti, così come accertato nel corso delle indagini, in evidente violazione delle norme di tutela della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.

Pertanto, valutati gli elementi raccolti, tenuto inoltre conto del pericolo di reiterazione del reato e di fuga dell’indagato, anche in considerazione della sua provenienza geografica, il GIP presso il Tribunale di Taranto ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare domiciliare a carico dell’indagato che è stato tratto in arresto dai militari operanti nella mattinata odierna e condotto presso la propria dimora, nonché di sequestro preventivo dell’intera azienda a tutela dei lavoratori stessi.

Si sottolinea che l’eventuale responsabilità dell’indagato dovrà essere comunque accertata con sentenza definitiva, valendo, fino ad allora, la presunzione di innocenza.









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