Un falò alto 9 metri e dal diametro di 8 metri che catturerà l’attenzione di migliaia di visitatori attirati dal fascino irresistibile del grande fuoco acceso

Fuoco, mare, radici. Tre indizi che ci portano nel cuore di Porto Cesareo, dove l’associazione così denominata, proporrà la 88ª Edizione della Focara Cesarina in onore a Sant’Antonio Abate, in programma domenica 25 gennaio dalle 19 presso Piazzale Berlinguer, meglio noto come Scalo d’Alaggio.
Un falò alto 9 metri e dal diametro di 8 metri che catturerà l’attenzione di migliaia di visitatori attirati dal fascino irresistibile del grande fuoco acceso. La struttura e la forma quest’anno si ispirano alle leggendarie torri di Atlantide.
Dopo la processione con il simulacro del Santo andata in scena sabato 17 gennaio, nel grande giorno della festa tanti sono gli appuntamenti da segnare in agenda.
In mattinata la Santa Messa delle 10 presso la parrocchia “B. V. Maria del Perpetuo Soccorso”, mentre lungo via Cosimo Albano sarà attivo il mercatino di prodotti artigianali locali e la fiera.
Dalle 12, nei pressi del falò la tradizionale benedizione degli animali, mentre nel pomeriggio dalle 15:30 il Piccolo Concerto Banda Lirica Città di Lecce, animerà le vie della marina jonica. Per le 18 invece mongolfiere in volo, prima dello spettacolo pirotecnico, giochi di luci e striscioni che daranno il via alla scenografica accensione. Subito dopo la lunga carrellata musicale vedrà esibirsi in sequenza:
- 19:15 Viaggio Popolare, con la nota ballerina Sara Albano, ospite anche negli studi di Tele Rama all’interno della trasmissione “In Famiglia”.
- 20:30 Dj Vivaz;
- 21:00 Papa Chango accompagnato da artisti legati al rito del fuoco;
- 22:30 Jonio Posse e friends, musica di artisti locali e dj set.
Ed a proposito del grande appuntamento è intervenuto Ezio Calcagnile, Presidente dell’associazione Fuoco, Mare, Radici: “Da generazioni portiamo avanti con orgoglio la tradizione della nostra bisnonna. Un pensiero riconoscente va alla memoria di Paolo Martina, Antonietta Martina, Antonio Martina e Rosaria Greco.
Un sentito ringraziamento a Giuseppe e Vittorio Calcagnile, eredi e da sempre, costruttori del falò di Sant’Antonio. Grazie ai volontari del Comitato Fuoco – Mare– Radicie a tutti coloro che, con il loro sostegno, contribuiscono a mantenere viva una tradizione che unisce passato, presente e futuro”.
Anche all’interno di questa edizione sarà possibile “Adottare una fascina”, ovvero una dedica speciale per chi non c’è più oppure proteggere chi vuoi tu. Verrà posta una bandierina con il nominativo e la dedica sulla focara.
INFO: 333/7382533 – 389/5535790
Cenni storici e tradizione
Martina Edmondo, classe 1921, prestò servizio con la Regia Marina durante la Seconda Guerra Mondiale. Il 9 settembre 1943, giorno successivo all'armistizio sottoscritto dall'Italia con le forze alleate, fu catturato dai tedeschi e trasferito in Germania su un carro bestiame. Dopo un viaggio in condizioni disumane arrivò a Berlino, dove fu internato presso il campo di Spandau.
Nonna Oronza Colelli, classe 1899, madre del giovane Edmondo,una donna tutta d'un pezzo,coraggiosa,sguardo sempre vigile, pronta a prestare soccorso con la sua borsetta a tracolla piena di erbe e rimedi, levatrice ed infermiera di Porto Cesareo,non avendo notizie del figlio pregava Sant'Antonio chiedendogli di farlo tornare: “Oh Sant'Antoniu mia se faci tornare fiuma a casa sanu e salvu dilla guerra, ti farò una statua più quantu si bautu, nu Falò e ti sarò per sempre devota”. Tradotto in lingua corrente: “Sant’Antonio mia, se farai tornare mio figlio sano e salvo dalla guerra, ti farò una statua quanto la tua altezza, un falò e ti sarò sempre devota”.E il 28 agosto 1945 Edmondo dopo tante peripezie bussò alla porta di casa. Così nacque il primo falò in onore a Sant’Antonio Abate. Le "sarmente di ulivo" venivano donate dalla comunità cesarina. La casa di Oronza nel mese di gennaio restava sempre aperta per visitare la statua in onore del Santo.

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