Il campione paralimpico manduriano conferma la sua iniziativa protesta e spiega meglio le ragioni del suo gesto

«Mi incateno nell’area innanzi al municipio e inizio lo sciopero della fame contro la burocrazia. Inoltre sospendo la mia terapia farmacologia salvavita».
Il campione paralimpico manduriano Leonardo Melle sta per iniziare la sua eclatante forma di protesta “contro la burocrazia”.
Alla nostra testata spiega più dettagliatamente le ragioni alla base della sua protesta.
«L’avviso pubblico regionale “Provi - Dopo di noi” è rivolto a persone con disabilità grave per offrire loro la possibilità di raggiungere la maggiore autonomia possibile nel proprio contesto di vita familiare e sociale» racconta Leonardo Melle. «La linea B di questo progetto prevede il finanziamento dei progetti individuali per le persone con disabilità grave (L. n. 104/1992, art. 3, comma 3), privi del supporto familiare.
Io ho regolarmente formalizzato la domanda alla Regione 18 mesi fa. La Regione ha istruito la pratica ed ha poi inviato a Manduria i soldi (circa 17mila euro), a me destinati» prosegue Leonardo Melle.
La pratica sarebbe stata validata dalla Regione il 6 febbraio scorso. Pratica che ora sarebbe in attesa di istruttoria prima della liquidazione dei fondi.
«Attendo questi fondi da tanto tempo. Ho dovuto anticipare le risorse per pagare la bandante e per versare i contributi. Ho dovuto anche richiedere dei prestiti ai miei familiari. Ma ora sono stanco di tutta questa burocrazia. Ieri mi è stato riferito che per legge vi sarebbero 60 giorni di tempo per la liquidazione dal momento del trasferimento dei fondi dalla Regione. Io però non sto attendendo dal 6 febbraio, ma bensì da ben 18 mesi. Credo che la mia pratica dovrebbe avere precedenza su tutte le altre.
Non posso più attendere oltre. Resterò senza mangiare, senza bere e senza assumere farmaci da oggi e sino a quando non vedrò accreditati sul mio conto i fondi a me destinati dalla Regione».

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