giovedì 26 febbraio 2026


26/02/2026 16:46:06 - Provincia di Taranto - Attualità

La lavoratrice ha lavorato, per molti anni e per diverse ore al giorno, al confezionamento di prodotti ortofrutticoli presso aziende agricole

Nell’immaginario collettivo il fenomeno delle malattie professionali derivanti dall’esposizione a sostante tossiche, con l’insorgenza di patologie tumorali, è immediatamente associato agli insediamenti industriali, soprattutto in un territorio come il nostro in cui la presenza dell’industria pesante è massiva.

Eppure può interessare anche il mondo agricolo i cui lavoratori possono essere esposti all’inalazione di sostanze chimiche e di fumi di lavorazioni che possono rilevarsi nocive per la salute, fino a comprometterla in modo sostanziale.

Va in questa direzione la sentenza della Sezione Lavoro del Tribunale di Taranto che, presidente Giudice Cosimo Magazzino, ha riconosciuto la rendita Inail per linfoma non-Hodgkin (LNH), un gruppo eterogeneo di tumori maligni che originano dai linfociti B o T nel sistema linfatico, e altre patologie osteoarticolari in favore di una bracciante agricola di Palagiano, rappresentata in giudizio dagli avvocati Maria Luigia Tritto e Cataldo Tarricone.

La lavoratrice ha lavorato, per molti anni e per diverse ore al giorno, al confezionamento di prodotti ortofrutticoli presso aziende agricole.

Come ha dimostrato l’impianto accusatorio dello studio Tritto-Tarricone, si trattava di un’attività svolta al nastro trasportatore che comportava la necessità di compiere movimenti ripetitivi con le mani e utilizzando, per l’imballaggio dei prodotti, una pellicola di materiale plastico che veniva saldata a caldo, con produzione di fumi contenenti sostanze chimiche nocive e cancerogene, in ambienti chiusi e privi di sistemi per il ricircolo dell’aria.

La sentenza dimostra come l’esposizione a rischio di sostanze tossiche e l’insorgenza di patologie tumorali non sia appannaggio esclusivo dell’industria, ma, seppur in misura minore, ma non per questo meno preoccupante, nel lavoro agricolo.

Le occasioni di contrarre una malattia tumorale possono essere diverse e non necessariamente legate alla filiera produttiva, come accaduto nel caso della lavoratrice di Palagiano rappresentata in giudizio dagli Avvocati Maria Luigia Tritto e Cataldo Tarricone: basti pensare ai braccianti esposti all’amianto spesso abbandonato nelle campagne, o all’inalazione di pesticidi e di altre sostanze chimiche.

Infatti le malattie professionali in agricoltura sono in costante aumento. L’allarme lo aveva lanciato poco meno di un anno addietro l’Inail: in Italia le malattie professionali denunciate in Agricoltura sono in costante in aumento, +22% nel 2024 rispetto alle malattie osservate nell’anno precedente, con più della metà denunciate nel Mezzogiorno, un fenomeno che interessa nella quasi totalità cittadini nati nel nostro Paese.