Si parte dalle zone di Borraco e Marchese. Il piano toponomastico celebra la storia costiera, tra torri storiche e archeologia industriale

Ha preso ufficialmente il via l’operazione di installazione della nuova segnaletica verticale e delle targhe viarie nelle marine di Manduria. Un intervento atteso che mira non solo a migliorare l’orientamento di residenti e turisti, ma anche a restituire un’identità storica definita a zone del litorale rimaste per lungo tempo prive di una toponomastica ufficiale. Si parte da Borraco e Marchese seguendo un cronoprogramma preciso, cominciando dalle aree che presentavano la maggiore carenza di indicazioni. L'obiettivo è colmare il vuoto comunicativo in queste località, garantendo la corretta individuazione delle strade per i servizi di pubblica utilità, i soccorsi e la consegna della posta.

Il criterio della Commissione: tra Storia e Identità. La scelta dei nomi non è stata casuale. La Commissione per la Toponomastica ha svolto un lavoro meticoloso, decidendo di privilegiare la memoria storica e la vocazione marittima del territorio. Le nuove denominazioni sono un omaggio ad alcuni pilastri fondamentali della costa manduriana tra cui le torri costiere e il personale di guardia: alla complessa genesi del sistema difensivo costiero. Il tributo parte dai vertici del potere dell'epoca: il viceré di Napoli Don Pedro Afán de Ribera che nel XVI secolo volle e diede impulso alla costruzione del sistema di torri costiere in tutto il Regno per difendere le popolazioni dalle incursioni saracene. Ma oltre ai committenti, le targhe celebrano i costruttori e i progettisti che materialmente edificarono queste sentinelle di pietra, insieme al personale di guardia (come i caporali torrieri, i cavallari e le guardie doganali) che le presidiava giorno e notte. Altro tributo riguarda l’antica marineria con nomi legati a imbarcazioni storiche, celebri battaglie navali e termini nautici (come via delle Caravelle, via del Galeone o via delle Liburne) che richiamano l'antico legame della città con il Mar Ionio. Infine uno spazio è stato dedicato all’archeologia industriale sul fiume Borraco in quanto è stata rivolta un’attenzione particolare alle strutture produttive che anticamente sorgevano lungo le sponde del fiume Borraco, come la storica cartiera o la battendiera (una struttura per la macerazione del lino), simboli di un passato industriale legato alla forza dell'acqua e alla risorsa naturale del territorio.
L'installazione dei circa cinquanta pali con relative targhe previsti in questa fase rappresenta un passo decisivo per il decoro urbano delle marine. "È un atto di civiltà e di valorizzazione della nostra memoria", commentano i tecnici impegnati sul campo. Con la nuova segnaletica, le marine di Manduria smettono di essere un labirinto di strade anonime per diventare un luogo dove ogni via racconta un pezzo di storia e tradizione locale. Ogni targa diventa quindi un piccolo tassello di storia che trasforma un semplice indirizzo in un percorso di conoscenza delle radici del nostro territorio. L’installazione proseguirà per tutta la costa, fino a Torre Colimena.
La Commissione per la Toponomastica di Manduria, presieduta dal sindaco Gregorio Pecoraro, è l'organo consultivo che negli ultimi tre anni ha intitolato circa 570 tra vie e piazze precedentemente anonime. Il gruppo è composto dagli esperti Giuseppe Pio Capogrosso, Lucia Tripoli, Antonio Pesare e Alberto Morrone, dai consiglieri Antonella Parisi e Gregorio Gentile, con il supporto amministrativo e tecnico di Maria Antonietta Andriani, Lucia Moscogiuri e Massimiliano De Matteis.


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