sabato 07 marzo 2026


06/03/2026 16:43:45 - Manduria - Attualità

«Riteniamo inaccettabile imporre la candidatura di Andrea Mariggiò (nulla di personale per carità) che ricordiamo ai pochi è stato il vicesindaco di codesta Amministrazione. Così come non siamo altrettanto convinti del connubio in atto tra le due forze politiche di: “Manduria in Movimento” e i pentastellati del “M5S”, che a loro dire manifesterebbero qualche flebile segnale di rottura con la maggioranza»

Riceviamo, e pubblichiamo, un comunicato del gruppo Demos di Manduria. Ecco il testo.

«“Ogni epoca è percorsa da un proprio medioevo buio e questi tempi rappresentano il nostro contemporaneo Medioevo.

Viviamo in un momento storico particolare attraversato da molti attriti che spinge a non sottrarci all’ascolto delle nostre coscienze annebbiate dal pressapochismo. La contingenza reale ci sprona ad un risveglio delle coscienze: siamo circondati da echi di guerre cui fanno da contraltare i silenzi omissivi delle diplomazie internazionali, assistiamo a cronache quotidiane di usi ed abusi di armi, di mezzi di distruzione di massa sottesi all'esercizio di ragioni particolari; In questo contesto appare quanto mai necessario riflettere, anche eticamente, sulla necessaria riappropriazione di quegli ideali di inclusione solidale, ecumenica, democratica e comunitaria che appartengono alla nostra storia laica, al nostro diritto”.

Questo è quanto affermavamo un anno fa, nel nostro congresso cittadino. Gli echi di guerra ahinoi si sono intensificati e nessuno può sapere dove ci porteranno. Dicevamo anche, e di questo ne siamo ancora fermamente convinti, che DEMOS Manduria rimane perfettamente in linea con i valori di DEMOS nazionale ed è impegnata contro ogni forma di violenza e di guerra, nella costruzione, nella tutela del bene comune e nel progresso sociale della nostra comunità.

In ambito locale, abbiamo avuto incontri, ci siamo confrontati con altre forze politiche di centro sinistra interessate alle nostre idee ponendo sempre al primo posto la nostra condizione imprescindibile legata alla nostra coerenza e al percorso compiuto sino ad oggi. Abbiamo sempre chiesto un segnale di discontinuità con l’attuale Amministrazione comunale a cui non possiamo assolutamente perdonare i tanti, troppi, errori commessi. I progetti di riqualificazione urbana sbagliati, i danni di immagine procurati alle nostre eccellenze (ricordate il primitivo Sinner?), le trincee drenanti, i piani delle coste approssimativi,

le stagioni estive mediocri, l’arroganza e la supponenza dei vertici amministrativi, il silenzio assordante dei consiglieri di maggioranza e potremmo continuare ancora per ore.

Sono tutti argomenti a cui noi abbiamo sempre risposto con fermezza e con senso di responsabilità. Gli altri, soprattutto chi non sedeva nell’assise comunale possono dire ciò che vogliono, ma noi eravamo lì ad opporci su ogni progetto sbagliato e ad oggi i fatti ci dimostrano che avevamo ragione.

Nel frattempo, siamo arrivati a ridosso delle future elezioni Amministrative (manca davvero poco). Demos Manduria non si riconosce in nessuna delle alleanze che a quanto pare si stanno delineando nel panorama del centro sinistra manduriano per i motivi già espressi in precedenza. Riteniamo INACCETTABILE imporre la candidatura del prof. Andrea Mariggiò (nulla di personale per carità) che ricordiamo ai pochi è stato il vicesindaco di codesta Amministrazione, dimessosi circa un anno fa per motivi ancora non del tutto chiari, così come non siamo altrettanto convinti del connubio in atto tra le due forze politiche di: “Manduria in Movimento” e i pentastellati del “M5S”, che a loro dire manifesterebbero qualche flebile segnale di rottura con la maggioranza.

Noi di Demos non ci riconosciamo negli obiettivi e nelle linee politiche di entrambe le opzioni. Per questi motivi e per quanto già dichiarato, siamo e saremo sempre aperti e disponibili ad un confronto leale e ad una apertura verso altre forze politiche e movimenti civici di area moderata che vogliano condividere le nostre idee e i nostri progetti, ma soprattutto la nostra base comune: DISCONTINUITA’».