Abbigliamento, consumo e sostenibilità ambientale. Questi i temi al centro del laboratorio “Fast Fashion o Futuro? La scelta è circolare” svoltosi ieri presso la sala eventi della Fiera Pessima

Fast Fashion o Futuro? Al liceo De Sanctis-Galilei di Manduria si impara a scegliere una moda sostenibile
Abbigliamento, consumo e sostenibilità ambientale. Questi i temi al centro del laboratorio “Fast Fashion o Futuro? La scelta è circolare” svoltosi ieri (lunedì) presso la sala eventi della Fiera Pessima di Manduria e promosso dal liceo “De Sanctis–Galilei” in collaborazione con Legambiente.
La moda può essere anche una scelta consapevole. È questo il messaggio che ha coinvolto gli studenti in una riflessione concreta sul rapporto tra abbigliamento, consumo e sostenibilità ambientale. L’iniziativa nasce dalla volontà della scuola di affrontare con i giovani uno dei temi più attuali del nostro tempo: l’impatto ambientale dell’industria della moda. Negli ultimi anni il fenomeno della fast fashion – basato su produzioni rapide, costi contenuti e cicli di consumo molto veloci – ha portato a un aumento significativo dei rifiuti tessili e dell’utilizzo di fibre sintetiche come poliestere, nylon e acrilico, materiali che impiegano decenni a degradarsi e che durante i lavaggi rilasciano microplastiche dannose per mari e suoli
Ad aprire l’incontro è stata Maria Angela Fasciano, segretario dell’Eco-Comitato d’istituto, che ha sottolineato il valore delle collaborazioni tra scuola e territorio per costruire percorsi di educazione ambientale capaci di incidere sui comportamenti quotidiani. Giuseppe De Sario, presidente del circolo locale di Legambiente, ha offerto un sostegno all’iniziativa e si è impegnato a promuovere momenti di sensibilizzazione rivolti ai più giovani
Protagonista del laboratorio è stata la consulente d’immagine e style coach Cosmanna Di Lauro, che ha trasformato la riflessione teorica in un’esperienza pratica e creativa. Durante l’incontro ha mostrato come sia possibile ridurre gli sprechi e prolungare la vita degli abiti attraverso semplici interventi di riuso e personalizzazione: trasformare un paio di jeans in uno short, ricavare uno scaldacollo da un maglione infeltrito o rinnovare un capo con ricami, toppe e dettagli decorativi
Piccoli gesti che diventano un modo concreto per ridurre i rifiuti tessili e, allo stesso tempo, esprimere la propria creatività senza rinunciare allo stile.
Durante l’incontro è stato proposto anche un sondaggio digitale tra gli studenti, dal quale è emerso un dato incoraggiante: molti giovani dichiarano di acquistare abiti con maggiore attenzione alla qualità dei materiali e mostrano un crescente interesse per il riuso e per le pratiche di consumo responsabile
Il laboratorio ha dimostrato che sostenibilità e moda non sono in contraddizione, ma possono convivere in una nuova visione più consapevole e responsabile del consumo.
«La scuola – ha dichiarato la dirigente scolastica Maria Maddalena Di Maglie – ha il compito di aiutare gli studenti a comprendere la complessità del mondo contemporaneo e a sviluppare la capacità di scegliere in modo libero e responsabile. Anche un gesto quotidiano come l’acquisto di un abito può diventare un atto di consapevolezza ambientale e sociale. Educare alla sostenibilità significa offrire ai ragazzi strumenti concreti per essere cittadini attivi e protagonisti di un futuro più equilibrato».
Nel messaggio conclusivo, Cosmanna Di Lauro ha invitato gli studenti a “conoscere per poter scegliere liberamente”: non solo cosa indossare, ma anche quali comportamenti adottare ogni giorno per contribuire a costruire un futuro più sostenibile.
Un’esperienza che conferma l’impegno del liceo De Sanctis-Galilei nel promuovere percorsi educativi capaci di collegare le grandi sfide ambientali globali alle scelte quotidiane dei giovani, trasformando la scuola in un luogo di consapevolezza, creatività e responsabilità civica.


