venerdì 13 marzo 2026


13/03/2026 07:48:12 - Manduria - Attualità

«Aprire questo bando almeno due volte l’anno non è una richiesta tecnica, è un atto di civiltà»

Riceviamo, e pubblichiamo, un intervento del campione manduriano di paraciclismo Leonardo Melle. Ecco il testo.

«Scrivo questa nota non solo come cittadino, ma come voce di chi vive quotidianamente le sfide della disabilità e della ricerca di un’autonomia possibile.

Ho letto con attenzione il nuovo avviso pubblico “Comunità Pro.V.I. – Autonomia, socialità, sport”. È un passo importante, ma rischia di restare incompleto se non viene garantita la continuità.

La disabilità, il desiderio di una giovane donna disabile di essere madre in sicurezza (Linea C) o il diritto di un sedicenne di iniziare il suo percorso di autodeterminazione (Linea A) non seguono i cicli della burocrazia. Non si può chiedere a una vita umana di “mettersi in attesa” per un intero anno perché la finestra di presentazione delle domande è chiusa.

Vivere con una disabilità grave significa combattere ogni giorno contro barriere fisiche e mentali; la Regione non dovrebbe aggiungerne una temporale. Aprire questo bando almeno due volte l’anno non è una richiesta tecnica, è un atto di civiltà. Significa:

Non lasciare nessuno indietro: chi matura i requisiti subito dopo la scadenza non può attendere un anno intero per vedere riconosciuto un proprio diritto.

Dare ossigeno alle famiglie: 15.000 euro per 12 mesi cambiano la vita, ma se tra un bando e l’altro passano mesi di vuoto, i progetti di vita si spezzano.

Rispettare la dignità: la genitorialità e l'autonomia sono bisogni primari, non "premi" da assegnare una volta l'anno a chi è più veloce a cliccare su una piattaforma.

Vi chiedo di rivedere la periodicità di questi avvisi: l’autonomia è un percorso continuo, non un evento eccezionale. Resto in attesa di un segnale di ascolto concreto che dia dignità a chi, ogni giorno, lotta per la propria indipendenza.

Con speranza e fermezza condivido il pensiero di Domenico D’Agostino».