Hanno relazionato Giovanni Sammarco e Saverio Fella
Ecco il resoconto dell’attività di formazione e informazione che l’associazione “Plinio il Vecchio” ha tenuto nella settimana appena trascorsa.
Martedì 10 marzo: prof. Giovanni Sammarco “Natura e dignità dell’uomo in poesia”

L' incontro di oggi ha avuto come tema il dramma del vivere dell’Innominato e il suo incontro con il cardinale Federico Borromeo. questo tema si sviluppa attraverso i capitoli 20. 21.22. 23 dei Promessi Sposi. Già l’ubicazione della dimora dell’Innominato è esempio concreto della natura del personaggio. È un castellaccio, posto in alto su un monte che domina in ogni senso tutta la vallata sottostante. Nel mezzo della valle di trovava una taverna fetta della Mala notte, quasi un corpo di guardia presidiato dai bravi. Lì si recò don Rodrigo per chiedere aiuto all' Innominato per realizzare il rapimento di Lucia. Per rispetto dovette però lasciare le armi e salire al castellaccio con al seguito il solo Griso. L' Innominato prese subito l’incarico poiché aveva all' istante deciso di affidare l’incarico allo scellerato Egidio. Ma subito dopo quasi si pentì e fu indispettito per aver dato subito la sua parola perché da un po' di tempo sentiva dentro di sé una certa "uggia" per le sue scelleratezze. Il pensiero dell'avvenire lo opprimeva sempre più. Emergeva infatti una idea confusa ma terribile di un giudizio individuale da parte di un Dio di cui aveva sentito parlare ma del quale prima non si era mai curato. Adesso però a volte sentiva la sua presenza dentro di sé. La veloce promessa a don Rodrigo aveva proprio questa motivazione, voleva troncare sul nascere ogni esitazione e scongiurare un pentimento. Il progetto del rapimento andò in porto e con una carrozza Lucia fu portata al castello dell’Innominato. L' attesa di costui fu un tormento, avrebbe voluto mandarla indietro ma nello stesso tempo un’altra voce interiore glielo impediva. Nel castello Lucia fu affidata alle cure della "vecchia" con raccomandazione di trattarla bene. L' Innominato sentiva che la presenza della ragazza lo opprimeva nello spirito, lo tormentavano soprattutto le sue parole" Dio perdona tante cose per un’opera di misericordia". La notte fuori un tormento sia per Lucia che per l'innominato. Fu sul punto di suicidarsi il masnadiero Ma un'onda di suoni lo raggiunse e lo incuriosì. Tra canti e suoni una folla camminava per la strada diretta verso la casa del curato dove c'era il cardinale Borromeo. Curiosità e speranza assalirono il cuore dell’Innominato che decise di recarsi anch'egli dal cardinale nella speranza di ricevere una parola di conforto. L' incontro è il colloquio furono drammatici. All’inizio il silenzio poi il cardinale lo ruppe e chiede il motivo della visita. L' Innominato rimase colpito dalla serenità del prelato che lo abbracciò e si rimproverò di non essere stato prima lui a recarsi dalla pecorella che era in tormento. Un pianto dirotto sancì la conversione dell’Innominato e la felicità del cardinale per aver ritrovato un figlio di Dio in pena e averlo condotto verso il bene.
Mercoledì 11 marzo: dr. Saverio Fella “Gli animali, esseri senzienti ed il loro diritto di vivere”.

Noi condividiamo molto con gli animali, anche Charles Darwin lo ha dimostrato. Non siamo poi così speciali e tutti gli esseri viventi derivano da un antenato comune a tutte le altre specie. Non è più possibile sostenere la superiorità o la centralità dell’essere umano, poiché come tutte le specie ha acquisito le sue caratteristiche in un processo dominato dal caso e dalla selezione naturale. Viene così a cadere la visione antropocentrica dell’uomo a favore di una visione biocentrica. La vita al centro dell’universo e non ci sono più giustificazioni per escludere gli animali dalla considerazione morale. I primi organismi da unicellulari si sono trasformati in pluricellulari grazie anche alla simbiosi di cellule diverse che per necessità e scambio reciproco sono stati inglobati formando organismi sempre più complessi. Amplificando il concetto della vita sul pianeta in una visione più ampia ed ecologista si può notare come tutti gli organismi da animali alle piante sono in continuo scambio reciproco, tutti a anche se involontariamente hanno bisogno l’uno dell’altro, quindi in simbiosi, dal microcosmo al macrocosmo. Un albero che muore in un bosco sarà terreno fertile per un microcosmo invisibile ma che sarà utile per altri esseri viventi. Tutto è interconnesso in un'unica visione della vita nel senso di un’ecologia circolare che purtroppo l’uomo per troppo tempo non ha preso in considerazione, sfruttando tutte le risorse a disposizione (usa e getta) e rendendosi responsabile della estinzione di molte specie viventi. Non possiamo rimanere impassibili di fronte alla stupefacente diversità della vita. Ogni essere vivente ha occupato le nicchie ecologiche a disposizione nei modi e nelle forme che più sono consone alla loro sopravvivenza. Come non ammirare i canti ritmici delle megattere, l’occhio di una libellula, la planata di un colugo, il volo silenzioso di un gufo, le camere di galleggiamento di un nautilo, le stranezze sessuali dei vermi velluto, la strategia della tenia, la resistenza dei tardigradi alle radiazioni ed alle condizioni più estreme (zero assoluto – 273,15), l’intelligenza di un polpo, per non parlare della capacità eco localizzatrice dei pipistrelli, ma l’elenco sarebbe è infinito. Ogni animale vive in un mondo percettivo unico, ci sono molti modi di esistere ed in parecchie discipline i campioni non siamo noi. Ciascuna specie è figlia di una saggezza conquistata con fatica, con lunghi tentativi, colpi di fortuna, errori, contingenze, resilienza a condizioni più avverse nei miliardi di anni e per estinguerla basta una gelata invernale o un fiammifero di un imbecille. Fortunatamente la vita sa resistere e a tempi più lunghi rispetto a quelli di una singola generazione. Se l’uomo scomparisse per qualche misteriosa ragione in poco tempo la biodiversità si riprenderebbe i suoi ambienti. Salvare la biodiversità vuol dire salvare noi stessi. Basta depredare la natura come se fosse una risorsa tutta a nostra disposizione. Adesso lo dice anche l’art.9 della nostra Costituzione “la Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”.
Prossima settimana: 17-20 marzo
Martedì 17 marzo: dr. C. Magliola “Le piante: resistenza, resilienza…… fino a quando?”
Mercoledì 18 marzo: avv. G. Pio Capogrosso “Manduria dall’Unità alla Grande Guerra: il rafforzamento dell’identità Nazionale”
Giovedì 19 marzo: dr. L Girardi “Fine della vita: questione etica e giuridica”
Venerdì 20 marzo: prof. G. Sammarco “Natura e dignità dell’uomo in poesia”

