Sono ritenuti presunti responsabili dei reati di violenza sessuale aggravata e pornografia minorile. I due non sono conviventi

Grazie a un'attività investigativa meticolosa e condotta con la massima riservatezza, i Carabinieri della Stazione di Taviano, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Lecce, hanno assicurato alla giustizia due soggetti ritenuti presunti responsabili di reati di violenza sessuale aggravata, produzione e detenzione di materiale pedopornografico.
Nella mattinata odierna, i Carabinieri della Stazione di Taviano, con l'ausilio dei colleghi delle Stazioni di Taurisano, Supersano e della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Casarano, hanno dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa in data 23 marzo 2026 dal Tribunale di Lecce — Sezione G.I.P. — nei confronti di un uomo di 71 anni ed una donna di 53 anni, entrambi residenti nel basso Salento, ritenuti presunti responsabili dei reati di violenza sessuale aggravata e pornografia minorile. I due non sono conviventi.
Le indagini condotte dai militari della Stazione di Taviano, nell'ambito del procedimento penale coordinato dalla Procura della Repubblica di Lecce, hanno permesso di ricostruire una sequenza di condotte criminose protrattasi tra l'agosto 2024 e l'agosto 2025. Nel corso di tale periodo, i due indagati avrebbero sistematicamente costretto la minore — figlia della donna arrestata — a subire gravi abusi sessuali da parte dell'uomo, ai quali la madre partecipava attivamente. Quest'ultima avrebbe inoltre documentato gli abusi attraverso la produzione di fotografie e video, trasmessi all’uomo unitamente ad altro materiale pedopornografico riguardante la bambina, aggravando ulteriormente il quadro delle condotte contestate.
All'atto dell'esecuzione della misura cautelare, i militari dell’Arma hanno proceduto al sequestro degli apparati informatici nella disponibilità di entrambi gli arrestati. Il materiale, che potrebbe rivelarsi determinante per l'ulteriore sviluppo delle indagini, sarà sottoposto ad accertamenti tecnici disposti dall'autorità giudiziaria. La bambina, nel frattempo, è stata affidata a una idonea comunità protetta, al fine di garantirne l'incolumità e avviarne il necessario percorso di supporto e recupero.
Al termine delle formalità di rito, entrambi gli arrestati sono stati condotti presso la casa circondariale di Lecce "Borgo San Nicola", a disposizione dell'autorità giudiziaria procedente.
È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase preliminare e che eventuali colpevolezze in ordine alle violazioni contestate dovranno essere accertate in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

