martedì 24 marzo 2026


24/03/2026 17:55:37 - Sava - Attualità

Questi i nomi degli apprendisti Ciceroni, che sono stati coordinati dalle docenti Antonella Caliandro e Laura Caraccio: Arianna Leo, Aurora De Padova, Christian Maiorano, Gabriele Scarciglia, Luana Cosma, Ludovica Santoro, Lucrezia Piccione, Gabriele Alfonso, Francesco Melle e Marco Dinoi

Il FAI, il Fondo per l’Ambiente Italiano, da cinquant’anni, custode e promotore della bellezza artistica e naturalistica del nostro Paese con le sue Giornate di Primavera restituisce agli italiani luoghi spesso inaccessibili o dimenticati; una sorta di rito collettivo che trasforma il paesaggio in un libro aperto, dove la conoscenza diventa lo strumento principale per la tutela del passato e ponte verso il futuro.

Anche a Manduria, il 21 e il 22 marzo,oltre mille visitatori e riflettori accesi sulla Casa Museo Pietro Guida, artista italiano del Novecento, originario della Campania ma pugliese d'adozione, recentemente scomparso lasciando un patrimonio pregiato di sculture preziose che hanno preso vita grazie a una forza fresca e contagiosa: quella degli apprendisti Ciceroni del “Del Prete Falcone” di Sava.

In questa dimora-atelier, dove il cemento è diventato mito e poesia, e i materiali di scarto della vecchia Italsider sculture avveniristiche, gli studenti e le studentesse del Del Prete-Falcone, con passione e competenza, sono stati abili e apprezzati comunicatori nel guidare, coinvolgere e incuriosire i visitatori attraverso la “narrazione” delle opere del poeta del quotidiano.

Il ruolo degli apprendisti Ciceroni è, infatti, il cuore pulsante della missione educativa del FAI. Non sono semplici ripetitori di nomi e date, ma veri promotori culturali.

Dopo aver studiato la parte assegnata, scoprendo dettagli della vita e dell’opera del maestro, e come quel materiale così "povero" e moderno - il cemento - possa prendere forma e diventare umanità, vederli illustrare con precisione l’equilibrio, il simbolismo di un Mito, la leggerezza assoluta della Ballerina o i segreti del giardino di sculture è la prova tangibile di come l’arte possa accendere il gusto della conoscenza e il senso di appartenenza.

«Una vera esperienza formativa sul campo - ha sottolineato la dirigente scolastica Pierangela Scialpi - perché parlare in pubblico, gestire l’emozione e, nel contempo, trasmettere la complessità el’unicità di un’opera d’arte, costituiscono competenze trasversali e di vita che completano lo studio delle singole discipline, sviluppando consapevolezza di sé e autostima».

Un’occasione unica di cittadinanza attiva e responsabile, aggiungono le docenti referenti del Del Prete Falcone, Antonella Caliandro e Laura Caraccio, che hanno sapientemente sostenuto e stimolato le studentesse e gli studenti in un percorso mirato ad orientare al futuro, proprio perché coniuga formazione, identità e cultura viva.

I nomi degli studenti apprendisti ciceroni Del Prete-Falcone:

Arianna Leo, Aurora De Padova, Christian Maiorano e Gabriele Scarciglia del liceo scientifico delle Scienze Applicate, Luana Cosma e LudovicaS antoro dell’indirizzo Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale, Lucrezia Piccione e Gabriele Alfonso dell’indirizzo Odontotecnico, Francesco Melle e Marco Dinoi dell’indirizzo Chimica, Materiali e Biotecnologie che con il loro entusiasmo travolgente hanno trasformato la visita a Casa Guida in un viaggio affascinante tra le bellezze artistiche ivi custodite.

In un luogo che racchiude oltre un secolo di ricerca, la presenza dei giovani ha creato un circolo virtuoso: la tutela della bellezza non è un compito delegato solo agli esperti, ma una responsabilità che parte proprio dai giovani che devono coltivare il senso di appartenenza e di cura per il proprio territorio da conoscere, salvaguardare e custodire con amore.