venerdì 27 marzo 2026


27/03/2026 15:41:46 - Provincia di Brindisi - Attualità

L’opera restituirà alla città e ai visitatori spazi storici attualmente inaccessibili, trasformandoli in un centro culturale d’avanguardia dedicato al legame indissolubile tra la comunità e la risorsa idrica

Un viaggio nel tempo e nelle radici del territorio, tra antiche neviere, scuderie e tecnologie digitali. L’Amministrazione comunale di Francavilla Fontana annuncia l’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell’Ecomuseo dell’Acqua, un intervento di recupero e rifunzionalizzazione degli ambienti ipogei del Castello Imperiali.

L’opera, finanziata integralmente per un importo di 2.984.400 euro a valere sui fondi regionali (PR e POC Puglia 2021-2027), restituirà alla città e ai visitatori spazi storici attualmente inaccessibili, trasformandoli in un centro culturale d’avanguardia dedicato al legame indissolubile tra la comunità e la risorsa idrica. Tutta la storia di Francavilla è stata infatti influenzata e declinata in base alla presenza dell’acqua, fondamentale tanto in agricoltura quanto nel disegno urbanistico della città, oltre che nelle vicende della sua fondazione.

Il finanziamento è stato ottenuto grazie alla tempestiva partecipazione a un bando regionale a sportello, avvenuta lo scorso febbraio.

“Restituire questi spazi alla comunità” dichiara il sindaco Antonello Denuzzo, “significa riattivare luoghi della memoria e renderli nuovamente parte della vita pubblica. È un esercizio concreto di democrazia e piena cittadinanza culturale, che amplia le possibilità di accesso e partecipazione per tutte e per tutti. Il progetto è parte di una visione rinnovata di Castello Imperiali, che proprio in questi giorni ospita l’importante mostra sul Barocco, dimostrazione che nella nostra città si possono realizzare azioni di grande impatto culturale.”

Un museo tra storia e futuro

Il progetto prevede il restauro di circa 1.000 metri quadri nel cuore del fossato e degli ipogei del Castello. Il percorso museale, ospiterà installazioni immersive di video mapping all’interno dell’antica neviera, totem interattivi e percorsi in realtà aumentata. Centro dell’esposizione sarà il recupero del pregiato fonte pedobattista del XIV secolo.

Non solo memoria, ma anche innovazione: la struttura ospiterà un Fab Lab, un laboratorio di fabbricazione digitale dotato di stampanti 3D e laser cutter, pensato come spazio di ricerca, didattica e inclusione sociale per le scuole e i giovani talenti del territorio.

“L’Ecomuseo dell’Acqua” commenta Anna Maria Padula, vicesindaca con deleghe a Turismo e Patrimonio, “contribuirà a costruire un racconto coerente e coinvolgente del territorio, trasformando il patrimonio in una concreta opportunità di sviluppo turistico sostenibile. Questo finanziamento rappresenta un passaggio strategico per il percorso di valorizzazione che stiamo portando avanti. Castello Imperiali si conferma sempre più come fulcro di una proposta culturale capace di coniugare identità e innovazione”.

Inclusione e territorio

L’Ecomuseo sarà un luogo di "welfare culturale", con servizi accessibili a tutti e programmi specifici per le fasce fragili. Oltre ai percorsi interni, il progetto si proietta verso l’esterno con itinerari cicloturistici e urbani che collegheranno il centro storico al Canale Reale e alle architetture rurali dell’acqua.

Gestione condivisa con il Terzo Settore

In linea con i principi della co-progettazione, la gestione operativa sarà affidata a una rete di Enti del Terzo Settore locali, garantendo un modello di sostenibilità economica che punta all'autosufficienza nel medio periodo e a un impatto significativo sui flussi turistici della provincia.

“Si tratta di un progetto ambizioso” chiude l’assessora ai Lavori Pubblici Annalisa Toma, “che tiene insieme complessità tecnica e visione culturale e sociale. La sua forza sta nell’integrazione tra ambiti diversi – tutela, innovazione, formazione e inclusione – che qui trovano una sintesi concreta e generativa a partire dall’identità del nostro territorio.”

I lavori, la cui durata stimata è di 16 mesi, inizieranno a seguito delle autorizzazioni definitive degli organi di tutela, con l'obiettivo di consegnare alla cittadinanza questo nuovo polo culturale entro il 2027.