«Qui non si parla più solo di disagio, ma di incolumità pubblica. E il rischio concreto è che, continuando così, si debba intervenire dopo l’ennesimo incidente. O peggio»

Riceviamo, e pubblichiamo, un comunicato che reca la firma dei consiglieri comunali Pasquale Pesare e Gregorio Perrucci. Ecco il testo.
«Una strada che dovrebbe garantire sicurezza e collegamenti efficienti si è trasformata, oggi, in un vero e proprio pericolo per automobilisti, motociclisti e pedoni. Parliamo del tratto che collega Uggiano Montefusco al cimitero, fino al rondò della strada provinciale in direzione Taranto: un’arteria fondamentale, ma ormai in condizioni a dir poco pietose.
Il manto stradale presenta avvallamenti, buche profonde e rappezzi evidenti che rendono la percorrenza difficoltosa e, soprattutto, estremamente rischiosa. A preoccupare maggiormente sono i recenti lavori effettuati da enti gestori di servizi che, secondo numerose segnalazioni, non sarebbero stati eseguiti a regola d’arte. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una strada dissestata, con tratti irregolari e pericolosi, dove basta una distrazione o una manovra improvvisa per provocare incidenti anche gravi.
I cittadini denunciano da tempo questa situazione, sottolineando come il rischio sia ormai quotidiano. In particolare, i motociclisti risultano tra i più esposti: una buca o un dislivello improvviso possono trasformarsi in una trappola. Ma il pericolo riguarda tutti, inclusi gli automobilisti che transitano nella zona.
La sensazione diffusa è quella di un problema ignorato o sottovalutato. Eppure, si tratta di un tratto molto frequentato, non solo per la vicinanza al cimitero, ma anche per il collegamento diretto con una strada provinciale strategica.
La richiesta dei consiglieri Pesare e Perrucci è chiara: interventi immediati, controlli seri sui lavori eseguiti e, soprattutto, il ripristino del manto stradale in condizioni di sicurezza. Prima che sia troppo tardi.
Perché qui non si parla più solo di disagio, ma di incolumità pubblica. E il rischio concreto è che, continuando così, si debba intervenire dopo l’ennesimo incidente. O peggio».
Pasquale Pesare e Gregorio Perrucci


