Gregorio Pizzi: «In questa giornata, la solidarietà praticata verso i popoli aggrediti e oppressi deve essere “ferma e coesa"”, ricordandoci che la libertà non è un dono acquisito, ma un dovere quotidiano di cittadinanza attiva per il bene comune»

Riceviamo, e pubblichiamo, un comunicato del presidente della sezione ANPI di Manduria, Gregorio Pizzi. Ecco il testo.
«Celebrare il 25 Aprile nel 2026, in un mondo che sembra aver smarrito la strada della pace, significa confrontarsi con un panorama globale in cui il concetto di "Liberazione" è drammaticamente attuale, segnato da conflitti che minacciano di espandersi su scala mondiale. Ma la Resistenza, ci ha consegnato un forte messaggio: riflettere sul valore dei diritti dell’uomo, primo fra tutti, quello di poter vivere in pace.
ANPI Manduria, sezione Cosimo Moccia, prenderà parte anche quest’anno, alla deposizione di una corona, a partire dalle ore 9,30, e con raduno in piazza Vittorio Emanuele II, per la celebrazione dell’81° anniversario della Festa della Liberazione.
In questa giornata, la solidarietà praticata verso i popoli aggrediti e oppressi deve essere "ferma e coesa", ricordandoci che la libertà non è un dono acquisito, ma un dovere quotidiano di cittadinanza attiva per il bene comune.
Urge, pertanto, un atteggiamento che costruisca ponti e non muri, che privilegi l’ascolto e la riflessione, che concretizzi i buoni propositi in buone azioni.
Il 25 Aprile non è solo una data sul calendario, ma il cuore pulsante della nostra identità civile e il fondamento della nostra Costituzione.
Per la Nostra Patria, il significato della Ricorrenza riguarda la fine dell’occupazione nazifascista, segnando l'inizio di una nuova era. Ricordare oggi significa: onorare le donne e gli uomini della Resistenza; riaffermare i valori di coesione sociale che superano ogni divisione; proteggere quotidianamente i diritti conquistati a caro prezzo. E’ un impegno per il Futuro. Oggi la "Liberazione" si traduce nel contrasto a ogni forma di intolleranza, indifferenza e ingiustizia. Celebrare questa giornata significa impegnarsi affinché i principi di pace e solidarietà restino la bussola del nostro agire comune, specialmente in un contesto internazionale complesso.
Piero Calamandrei scriveva che “la libertà è come l'aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare". E allora, respirando la storia, piantiamo semi di speranza, affinché la pace trovi casa nei nostri governi.
ANPI invita tutta la cittadinanza a partecipare alla cerimonia commemorativa e ad onorare il Tricolore, simbolo di un'Italia che, come ha saputo rialzarsi tanti anni fa, ora deve guardare avanti con speranza e non permettere di rischiare di tornare indietro».

