I gruppi di lettura Archeoclub e la pagina Facebook ArcheOrizzonti, Magazine di Archeoclub Manduria, condividono alcune esperienze di lettura

Il 23 aprile ricorre la Giornata mondiale del Libro e del diritto d’autore, istituita dall'Unesco nel 1996 e avente come finalità la promozione della lettura. La giornata si pone anche come riflessione sulle possibilità per tutti di avere libero accesso alla cultura scritta, condizione indispensabile per una corretta diffusione della conoscenza.
La scelta della data non è casuale. Essa fa riferimento al 23 aprile del 1616, quando sono venuti a mancare tre illustri autori della letteratura mondiale: il peruviano Garcilaso Inca de la Vega, lo spagnolo Miguel de Cervantes e l’inglese William Shakespeare (Fonte: www.cultura.gov.it).
Nell’occasione, si apre ufficialmente la sedicesima edizione de “Il Maggio dei Libri” (si chiuderà il 31 maggio), manifestazione nazionale organizzata dal Cepell (Centro per il Libro e la Lettura), rivolta a scuole, biblioteche, associazioni, gruppi di lettura, con lo scopo di condividere idee, progetti ed eventi dedicati ai libri, quest’anno dedicata all’ottavo centenario della morte di S. Francesco d’Assisi. Anche il tema istituzionale della manifestazione è ispirato al messaggio francescano presente nel Cantico delle creature: «Ogni libro è una creatura viva».
In tale contesto, i gruppi di lettura Archeoclub e la pagina Facebook ArcheOrizzonti, Magazine di Archeoclub Manduria, condividono alcune esperienze di lettura che ben si coniugano con quanto finora illustrato.
«Ogni libro è una creatura viva»! Che sia una foresta oscura, il tronco cavo di un albero o un binario inesistente da cui partire, un buon libro ci conduce sempre in un mondo altro da quello in cui siamo, e non importa chi sia l’autore o in quale periodo storico esso sia stato scritto.
Un libro si prende sempre amorevolmente cura dei nostri sensi: annusiamo l’odore dei suoi fogli, osserviamo la sua scrittura, ci pare, talvolta, perfino di ascoltare le voci dei personaggi che lo abitano, ne sfogliamo le pagine con tocco ansioso per proseguire nella narrazione, ne gustiamo infine il piacere di viaggiare verso un altrove molto più che letterario.
Tanti i titoli analizzati, sia nelle letture condivise all’interno dei gruppi che negli articoli e nelle recensioni pubblicate nel Magazine. In questa giornata, riportiamo le riflessioni dei gruppi di lettura rispondenti ai filoni narrativi proposti ne “Il Maggio dei Libri”.
Per quanto riguarda la tematica del viaggio interiore riportiamo un estratto delle riflessioni su “Narciso e Boccadoro” di Herman Hesse.
« “Narciso e Boccadoro” è un viatico per la conoscenza dell’Uomo, al centro, suo malgrado, di un dualismo sofferto, difficile da comporre: quello tra spirito e natura, ascesi e materia, caducità ed eternità. Narciso e Boccadoro, due amici, due sensibilità opposte che si completano a vicenda, ognuno con le proprie certezze che vacillano sotto il peso di riflessioni potenti, che lacerano il loro e l’animo del lettore.
Tanti i temi presenti nel romanzo, fra i quali: l’Amicizia fra Narciso e Boccadoro, tesa fra due ipotesi interpretative, quella di un dissimulato innamoramento e quella di una contrapposizione fra due anime che si riconoscono necessarie l’una all’altra per una piena comprensione dell’esistenza.
Abbiamo poi il tema della vana ricerca della perfezione e la caducità della vita. Il viaggio nel bosco del capitolo VII è un viaggio al centro dell’Io, dove prendono casa paure, segreti e sogni indicibili, superati solo dall’accettazione di sé e dei propri limiti.
L’Arte come via per giungere alla conoscenza. È Narciso a confessare all’amico che solo grazie a lui è riuscito a vedere quante vie ci sono per giungere alla conoscenza, «e quella dello spirito non è l’unica e forse neppur la migliore» per riuscire a cogliere il mistero dell’essere.
Infine, l’archetipo della Madre, sinonimo di Amore come forza universale e inconscia che è alla base della vita: «Senza madre non si può amare. Senza madre non si può morire».
Il secondo titolo è “Dall’Alaska alla Patagonia” di Valeria Barbi, singolare resoconto di un libro di viaggio.
«In esso, l’autrice, con una scrittura agile, accattivante e coinvolgente riesce a condurre con sé il lettore nel viaggio, preparato minuziosamente e durato due anni, attraverso le due Americhe, letteralmente dal Nord al Sud del mondo.
Un viaggio che realizza con il marito ed affronta con lo spirito e la curiosità intellettuale della naturalista, non la studiosa da tavolino, ma la ricercatrice sul campo che vuol verificare personalmente gli effetti negativi dell’inquinamento sulla flora, la fauna, le conseguenze dei cambiamenti climatici sul paesaggio e quindi sulle abitudini di determinate specie ormai in via di estinzione.
Ecco che ci offre bellissime descrizioni di paesaggi minacciati dal progresso, dallo sfruttamento irrazionale di risorse naturali, da allevamenti intensivi e monocolture, un degrado progressivo ed irresponsabile, che finirà con il coinvolgere tutti se non si interviene in tempo. In questo scenario si muovono esemplari di uccelli, tartarughe, predatori condannati ad estinguersi, se non ci sarà un richiamo alla responsabilità collettiva, che non veda come unico obiettivo il traguardo economico, conseguito anche con mezzi non legali.
Scopriamo così terre bellissime, foreste sacrificate alla coltura intensiva, al narcotraffico, popolazioni locali affamate che sopravvivono praticando il bracconaggio delle uova di tartaruga, apprezzate nella gastronomia locale, il cui prezzo altissimo è il rischio di estinzione di questa specie particolare di tartaruga e tante altre curiosità su specie animali sconosciute in Europa.
Non c’è solo questo però. Lungo il racconto veniamo a conoscenza che esiste una fetta di umanità, piccola, che vive viaggiando. Una scelta di vita diversa, che è scelta di libertà. C’è un’unica certezza per questo che possiamo definire “popolo della strada” o cittadini del mondo ed è una certezza che nella società urbana è scomparsa, la solidarietà».
A partire da lunedì 27 aprile e per ogni lunedì di maggio, pubblicheremo altri titoli e altre riflessioni, in un carosello di parole e immagini che esaltano il concetto di bibliodiversità, una varietà di generi e stili che arricchiscono il lettore e lo rendono soggetto attivo di socialità e condivisione di idee.

