Le pietre d’inciampo, collocate nei luoghi della quotidianità, precisamente sui marciapiedi delle ultime residenze dei due deportati, diventano segni concreti di una memoria viva, capaci di interrogare le coscienze di chiunque vi passi accanto

Con profonda commozione e rinnovato senso di responsabilità verso la memoria collettiva, la comunità di Sava si riunirà lunedì 27 aprile per la cerimonia di deposizione di due pietre d’inciampo, dedicate al ricordo di due cittadini savesi, Floriano Buccolieri e Amerigo Buccoliero, vittime delle persecuzioni.
L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale, si realizza in collaborazione con l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, nella persona del presidente Giancarlo Parisi.
«Questo momento solenne non rappresenta soltanto un doveroso omaggio alle vite spezzate, ma costituisce anche un forte richiamo a custodire la memoria delle tragedie del passato, affinché simili orrori non trovino mai più spazio nella storia dell’umanità» è riportato in un comunicato dell’Amministrazione di Sava. «Le pietre d’inciampo, collocate nei luoghi della quotidianità, precisamente sui marciapiedi delle ultime residenze dei due deportati, diventano segni concreti di una memoria viva, capaci di interrogare le coscienze di chiunque vi passi accanto».
Alla cerimonia prenderanno parte autorità civili, militari e religiose, insieme alle rappresentanze delle scolaresche e alle associazioni del territorio.
«Questa cerimonia - dichiara il sindaco Gaetano Pichierri - rappresenta un momento di grande valore per la nostra comunità. Le pietre d’inciampo non sono soltanto simboli, ma presenze vive che ci ricordano ogni giorno il prezzo pagato da chi è stato vittima dell’odio e della persecuzione. È nostro dovere custodire questa memoria e trasmetterla alle nuove generazioni, affinché diventi fondamento di una società più giusta e consapevole».
«Ricordare significa assumersi una responsabilità collettiva - dichiara il vicesindaco Friolo Roberta - Attraverso iniziative come questa, ribadiamo il nostro impegno nel promuovere i valori della dignità umana, della libertà e del rispetto. Coinvolgere i giovani è essenziale, perché la memoria non sia solo commemorazione, ma diventi guida per il futuro».
Nel raccoglimento e nel rispetto, tutta la cittadinanza è invitata a partecipare a questo rito civile, che unisce il dovere del ricordo all’impegno per la costruzione di un futuro fondato sui valori della dignità, della libertà e della giustizia.
Ricordare è un atto di responsabilità.
Ricordare è un atto di umanità.
In foto:
A sinistra il presidente dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, Giancarlo Parisi, al centro il vicesindaco Roberta Friolo, a destra il sindaco Gaetano Pichierri.

