Fra i siti costieri e subacquei che saranno monitorati e protetti anche i sarcofaghi di San Pietro in Bevagna

Il 24 aprile, presso la sala della Grottesca del Rettorato dell’Università del Salento, si è tenuto il primo Transnational Monitoring Meeting del progetto ARCHAEOSAFE — Archaeological Safety and Risk Management for Coastal and Underwater Heritage — finanziato dal Programma Interreg IPA South Adriatic 2021-2027. I sei partner del consorzio provenienti da Italia, Montenegro e Albania si sono riuniti insieme ai rappresentanti dell'Autorità di Gestione e del Joint Secretariat, per fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto e pianificare le attività dei prossimi mesi.
I siti archeologici costieri e subacquei dell’area adriatica meridionale sono esposti in misura crescente agli effetti dei cambiamenti climatici: eventi meteorologici estremi, innalzamento del livello del mare, erosione accelerata e variazioni di temperatura e umidità minacciano la conservazione di patrimoni di straordinario valore storico e culturale — dal Parco Archeologico di Saturo a Leporano e i Sarcofagi Sommersi del Re a Manduria, in provincia di Taranto, al borgo marinaro di Termoli e la Costa dei Delfini in Molise, fino al Parco Archeologico di Risan e alle Mura di Kotor in Montenegro e al Parco Archeologico di Orikum in Albania. La mancanza di strumenti condivisi e transfrontalieri per il monitoraggio e la risposta preventiva rende urgente un approccio sistematico e integrato.
Con un budget complessivo di 1.154.076,87 euro — di cui 943.290,18 euro di cofinanziamento europeo IPA III — e una durata di 30 mesi fino al dicembre 2027, ARCHAEOSAFE sviluppa l'ER4CSS System (Emergency Response ICT System for Cultural Sites' Safeguarding), una piattaforma che integra tecnologie BIM-GIS, modelli di simulazione ambientale e un sistema di allerta precoce per la protezione dei siti pilota. I dati e le simulazioni prodotti dal sistema alimenteranno il JER-CS Plan, un piano condiviso per la risposta alle emergenze nei siti culturali a rischio climatico. Il progetto combina la modellizzazione climatica avanzata del CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), lo sviluppo degli strumenti digitali a cura di IMTM Montenegro e il coordinamento scientifico dell'Università del Salento, con l'obiettivo di dotare le autorità competenti di strumenti predittivi e di risposta in tempo reale.
Il primo incontro transnazionale in presenza ha segnato un momento fondamentale: i partner hanno presentato lo stato di avanzamento sui rispettivi siti pilota, condiviso le prime analisi di rischio climatico nell'ambito del primo Work Package e allineato la strategia di comunicazione e visibilità del progetto.
ARCHAEOSAFE è coordinato dall'Università del Salento (Dipartimento di Beni Culturali e Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione) in qualità di capofila e riunisce sei organizzazioni: CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (Italia), IMTM – Institute of Modern Technologies Montenegro (Montenegro), Comune di Kotor (Montenegro), ICAA – International Centre for Albanian Archaeology (Albania) e Fondazione Turismo e Cultura Molise (Italia). Partner associato è la Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo del Ministero della Cultura.

