domenica 10 maggio 2026


10/05/2026 07:48:05 - Provincia di Taranto - Attualità

«Crediamo che la sicurezza non possa essere affidata soltanto alla repressione, pur necessaria. Serve una presenza concreta dello Stato attraverso diritti, lavoro dignitoso, scuola, welfare, politiche sociali e spazi di comunità»

Riceviamo, e pubblichiamo, un comunicato che reca la firma di Remo Pezzuto, referente  provinciale del coordinamento di Libera contro le Mafie di Taranto. Ecco il testo.

«Ancora sangue per le strade di Taranto. Ancora una vita spezzata nella Città Vecchia, un uomo di 35 anni ucciso all’alba in piazza Fontana al termine di una violenta aggressione. Di fronte a fatti così gravi non possiamo limitarci alla cronaca o all’indignazione del momento. Ogni omicidio, ogni episodio di violenza estrema che attraversa i nostri quartieri, ci parla di marginalità sociale, degrado, povertà educativa, assenza di presìdi culturali e di una normalizzazione della violenza che le mafie alimentano e sfruttano.

Come Coordinamento di Libera Taranto crediamo che la sicurezza non possa essere affidata soltanto alla repressione, pur necessaria. Serve una presenza concreta dello Stato attraverso diritti, lavoro dignitoso, scuola, welfare, politiche sociali e spazi di comunità. La Città Vecchia non può essere lasciata sola né trasformata in un luogo dove disperazione e illegalità diventano l’unico orizzonte possibile. 

Allo stesso tempo, è necessario interrogarsi seriamente sulla presenza dei presìdi di sicurezza sul territorio. Non si può lasciare sguarnita una piazza delicata come Piazza Fontana, ancor più durante i giorni della festa patronale, quando la città vive momenti di grande partecipazione popolare e le presenze aumentano sensibilmente. Proprio in queste occasioni sarebbe necessario rafforzare e distribuire in maniera capillare i controlli e la presenza delle istituzioni, affinché i luoghi della socialità e della tradizione non vengano consegnati all’abbandono o alla violenza.

Colpisce inoltre che la vittima fosse un cittadino straniero: un elemento che ci richiama ancora una volta al dovere di costruire inclusione, accoglienza e dignità, contrastando ogni forma di sfruttamento, ghettizzazione e invisibilità sociale. Esprimiamo vicinanza ai familiari della vittima e chiediamo che venga fatta piena luce su quanto accaduto. Ma chiediamo anche alla politica, alle istituzioni e alla società civile di assumersi fino in fondo la responsabilità di ricostruire legami sociali e speranza in una città troppo spesso raccontata solo attraverso il dolore e la violenza.

E oggi, 9 maggio, questa riflessione assume un significato ancora più profondo. Nel giorno in cui ricordiamo Peppino Impastato, assassinato dalla mafia per il suo coraggio e la sua libertà, sentiamo ancora più forte il dovere di affermare un’altra idea di società. Peppino ci ricordava che “la bellezza è la più grande forma di resistenza contro la mafia”: una bellezza fatta di cultura, partecipazione, giustizia sociale, relazioni umane e cura dei luoghi. Taranto ha bisogno di altro. Ha bisogno di vita, bellezza, giustizia sociale, libertà dalle mafie e da tutte le “culture” criminali».