venerdì 15 maggio 2026


14/05/2026 15:14:48 - Salento - Attualità

Il programma prevede il coinvolgimento attivo della cittadinanza attraverso pratiche di archeologia partecipata, laboratori, seminari, esposizioni temporanee,conversazioni sul tema, in modo da trasformare la memoria storica in una risorsa per la comunità

Ricostruire le reti di scambio, le identità e le interazioni culturali nel Capo di Leuca, dalla fine dell’età del Bronzo alla prima Romanizzazione. Con questi obiettivi, da lunedì 18 maggio,prende il via “DiscoVereto”,la prima campagna di scavi archeologici sistematici nell’antica città messapica situata nel comune di Patù (Lecce), passo iniziale del più ampio progetto “Leucantica”, finalizzato a indagare la storia e l’archeologia preromana nel “de Finibus Terrae”, crocevia di popoli e culture e porta naturale d’Italia fin dalla protostoria.

La campagna –  della durata di 5 settimane fino a venerdì 19 giugno – è un’iniziativa dell'Università degli studi di Napoli “L’Orientale”,con la direzione scientifica di Valentino Nizzo, professore presso il medesimo Ateneo e archeologo esperto nelle culture dell’Italia preromana, in collaborazione con il Comune di Patù e altre città limitrofe in cui si estendeva il territorio veretino (Castrignano del Capo, Gagliano del Capo, Morciano di Leuca), la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, la Regione Puglia e altre realtà culturali locali.

Il progetto“Leucantica”(ideato dallo stesso Nizzo con l’archeologa Daniela Ventrelli – Puglia Culture) mira a ricostruire le dinamiche culturali e le reti di scambio del Capo di Leuca attraverso un approccio che unisce metodologie digitali, ricerca sul campo e archeologia pubblica. Cuore del progetto è lo scavo dell’insediamento di Vereto, mai finora oggetto di indagini sistematiche, nonostante la sua rilevanza storica e archeologica. L’antico centro messapico,esteso in origine su oltre 40 ettari difesi da una poderosa cinta muraria, controllava infatti ben due approdi, Leuca e San Gregorio, i primi che le navi dirette a Occidente incontravano uscendo dall’intimità del “golfo” Adriatico per entrare nel mar Ionio e puntare al Tirreno e al Mediterraneo.

La ricerca sul campo, concentrata su alcune aree di proprietà comunale e messe a disposizione gratuitamente dai proprietari, mira sin da questa prima missione a integrare lo scavo stratigrafico tradizionale con l’analisi delle fonti letterarie e antiquarie, lo studio dei materiali già rinvenuti (editi e inediti) e la ricognizione topografica supportata da tecnologie digitali avanzate come la mappatura 3D, il telerilevamento LIDAR e i Sistemi Informativi Geografici (GIS) per l’analisi del paesaggio, coniugate con prospezioni geofisiche non invasive realizzate in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Il progetto punta inoltre sull'“archeologia partecipata”, coinvolgendo attivamente la cittadinanza attraverso percorsi di scienza partecipativa (citizen science) e sensibilizzazione della collettività alla tutela e alla valorizzazione attiva del territorio, nello spirito della Convenzione di Faro. Sono in programma laboratori didattici aperti al pubblico e attività di formazione che permettono alla comunità di interagire direttamente con le attività archeologiche; narrazioni condivise che trasformano la memoria storica in una risorsa viva per l’intera collettività; seminari e conferenze pubbliche, anche presso il Museo archeologico di Vereto (Palazzo “Liborio Romano” di Patù), per divulgare in diretta i progressi dello scavo. Le attività saranno, inoltre, fin dall’inizio al centro di un documentario che consentirà di rivivere a posteriori questa importante esperienza di condivisione del sapere e delle tecniche di ricostruzione e di restituzione del passato.

“DiscoVereto” è una delle attività previste da Storie meridiane, progetto di rigenerazione culturale e sociale promosso da due comuni del Capo di Leuca, Patù e Morciano di Leuca, finanziato dall’UE - NextGenerationEU e dal Ministero della Cultura nell’ambito del PNRR Cultura - M1C3I2.1 “Attrattività dei borghi”, che utilizza la cultura come leva concreta di sviluppo economico e occupazionale per contrastare fenomeni come lo spopolamento. 

“DiscoVereto” coinvolge una fitta rete di soggetti istituzionali e scientifici, guidati dall’Università degli studi di Napoli “L’Orientale”, con la direzione scientifica di Valentino Nizzo e il coordinamento delle attività topografiche affidato ad Angela Bosco e Rosario Valentini. Il progetto è realizzato su concessione della Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura, in collaborazione con la Soprintendenza ABAP per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, il Dipartimento Cultura della Regione Puglia (Poli Biblio-Museali Regionali – Puglia Culture), il Museo Castromediano di Lecce e il Museo Archeologico di Vereto, con la nuova gestione a cura dell’associazione Narrazioni aps.