giovedì 21 maggio 2026


20/05/2026 07:44:45 - Puglia - Attualità

In Puglia le colture che dipendono dall’impollinazione delle api sono ortaggi, frutta, mandorli, ciliegi, colture sementiere e produzioni spontanee

“Oltre il 75% delle colture alimentari dipende dall’impollinazione delle api e in Puglia ci sono quasi 32mila alveari e oltre 13mila sciami indispensabili per garantire biodiversità, produzioni agricole e qualità del cibo”.

I dati sono diffusi da Coldiretti Puglia, in occasione della Giornata Mondiale delle Api che si celebra oggi, 20 maggio.

Secondo la Fao, evidenzia l’associazione in una nota, "oltre tre colture alimentari su quattro dipendono almeno in parte dall'impollinazione" e in una regione agricola come la Puglia questi dati riguardano direttamente "ortaggi, frutta, mandorli, ciliegi, colture sementiere e produzioni spontanee".

Quanto alla produzione media di miele in Puglia, "si attesta mediamente sui 14 chilogrammi per alveare, con le colonie sempre più esposte - denuncia Coldiretti Puglia - agli effetti dei cambiamenti climatici e fioriture alterate". Ma dalla ricerca scientifica arriva anche una nuova possibilità per monitorare la salute delle api senza interferire con l'attività delle arnie.

Grazie all'analisi del Dna presente nel miele è, infatti, possibile controllare lo stato sanitario delle colonie in modo non invasivo. A evidenziarlo sono i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Plos One, condotto dai ricercatori del Crea Agricoltura e ambiente nell'ambito di due progetti europei. Lo studio dimostra come le tecniche molecolari basate sull'analisi di Dna e Rna ambientali possano utilizzare il miele come bioindicatore affidabile dello stato di salute delle colonie. L'analisi di 679 campioni italiani ha rilevato otto diversi patogeni nel 97,5% dei casi, consentendo di valutarne diffusione, carico e presenza nelle diverse aree geografiche e tipologie di miele.