martedì 26 maggio 2026


26/05/2026 16:25:22 - Provincia di Taranto - Attualità

Il Salone non è soltanto una piattaforma di matching tra idee, territori, risorse e opportunità. È un luogo fisico, concreto, dove pubblico e privato si siedono allo stesso tavolo per provare a fare ciò che per anni è mancato: dialogare, collaborare, trasformare le risorse disponibili in progetti reali

C’è un’immagine che resta impressa entrando nel Salone Mediterraneo dell’Impresa: non è quella dei pannelli espositivi o dei desk istituzionali, ma il brusio fitto di voci che si incrociano, si cercano, provano a riconoscersi. È il suono di un territorio che tenta di rialzarsi, di immaginarsi diverso da ciò che è stato per decenni. Taranto e la sua provincia arrivano a questo appuntamento con una storia pesante sulle spalle, fatta di monocultura industriale, di crisi cicliche, di occasioni mancate. Eppure, in questi giorni, sembra di respirare un’aria diversa, quasi un’urgenza collettiva di cambiare rotta prima che sia troppo tardi.

Il Salone non è soltanto una piattaforma di matching tra idee, territori, risorse e opportunità. È un luogo fisico, concreto, dove pubblico e privato si siedono allo stesso tavolo per provare a fare ciò che per anni è mancato: dialogare, collaborare, trasformare le risorse disponibili in progetti reali. Perché le risorse, questa volta, ci sono davvero. La dotazione straordinaria che interessa l’area ionica – tra JTF Taranto, CIS, ZES Jonica, fondi FESR e FSE – supera i due miliardi di euro. Una cifra che potrebbe cambiare il destino di un’intera provincia, se solo il sistema economico locale riuscisse a intercettarla e spenderla con efficacia. Ma i numeri, oggi, raccontano altro: Taranto è in fondo alla classifica pugliese per capacità di spesa, segno di un tessuto produttivo che fatica a tradurre le opportunità in cantieri, imprese, lavoro.

È proprio da questa fragilità che il Salone prova a ripartire, trasformandola in un motore di cambiamento. L’idea è quella di un ecosistema temporaneo, un laboratorio aperto che mette in rete istituzioni, imprese e giovani, creando connessioni, facilitando l’integrazione, promuovendo il confronto. Un luogo dove la diversificazione economica non è più uno slogan, ma un percorso da costruire passo dopo passo, puntando su asset strategici come il turismo, la blue economy, l’innovazione, la rigenerazione urbana.

La prima giornata ha portato sul palco voci di peso, chiamate a misurarsi con gli scenari delineati dal presidente di Confcommercio Taranto, Giuseppe Spadafino, e dal direttore Tullio Mancino. Il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto, il sottosegretario con delega alle Politiche del Sud, Luigi Sbarra, l’economista Carlo Cottarelli. E con loro anche il sindaco di Taranto Piero Bitetti.

Il Salone Mediterraneo dell’Impresa, in fondo, nasce proprio per questo: per provare a colmare il divario tra ciò che Taranto potrebbe essere e ciò che ancora non riesce a diventare. Perché la provincia ionica è a un bivio storico. Da una parte c’è il passato, con il peso della grande industria e delle sue crisi; dall’altra c’è un futuro che chiede coraggio, competenze, capacità di fare rete. In mezzo, ci sono due miliardi di euro che possono restare numeri su un documento o diventare strade, imprese, porti, servizi, lavoro.

Il Salone non promette miracoli. Promette qualcosa di più difficile e più necessario: un metodo. Un luogo dove le idee non restano sospese, ma trovano interlocutori, strumenti, percorsi. Un luogo dove Taranto prova a guardarsi allo specchio e a riconoscere, finalmente, che il cambiamento non è un destino scritto altrove, ma una scelta che si costruisce insieme.

 

Giuseppe Spadafino, presidente Confcommercio Taranto: “Confcommercio ha evidenziato da tempo il problema della desertificazione di Taranto, una criticità che incide soprattutto sulle prospettive dei giovani. I dati confermano la gravità della situazione: solo il 7% immagina il proprio futuro qui, mentre il 60% sarebbe disposto a tornare dopo gli studi se il territorio offrisse opportunità reali. È un segnale che impone un impegno comune per costruire condizioni che permettano ai ragazzi di restare.

Il Salone nasce con questo obiettivo: riunire istituzioni, imprese e amministrazioni per avviare una riconversione coerente e concreta. Commercio, turismo e servizi sono i settori su cui puntare, anche alla luce dei fondi disponibili che oggi non vengono utilizzati. Se le risorse restano ferme, significa che i modelli vanno ripensati, aggiornando i codici Ateco e orientando la programmazione verso l’Europa.

Per rendere possibile questo percorso servono competenze tecniche. Confcommercio, insieme alla Camera di Commercio, sta affiancando i giovani con figure specializzate capaci di aiutarli a utilizzare gli strumenti disponibili e trasformare le loro idee in progetti concreti. Perché il futuro di Taranto dipende dalla capacità di offrire ai suoi ragazzi opportunità vere e non solo promesse”.

Tullio Mancino, direttore Confcommercio Taranto: “Nel corso della tre giorni proveremo a creare connessioni reali attraverso momenti di confronto dedicati a rigenerazione urbana, marketing territoriale, lavoro, politiche energetiche e innovazione, temi legati alla più grande occasione di sempre: oltre due miliardi di euro destinati all’area ionica, risorse che devono essere monitorate e, quando necessario, riallineate alle reali aspirazioni del territorio e ai cambiamenti del tessuto produttivo.

Molti fondi non riescono a essere spesi adeguatamente. Il MiniPIA JTF Taranto, rivolto proprio alle micro e piccole imprese, è fermo al 12% di spesa, contro l’85% del PIA ordinario: su 100 milioni disponibili ne sono stati utilizzati solo 12. Questo indica difficoltà maggiori per le imprese più piccole, ma anche codici Ateco non più coerenti con la direzione verso cui si sta muovendo il territorio, sempre più orientato a servizi, turismo e blue economy.

La questione dei giovani resta una delle più critiche. Il Sole 24 Ore conferma ciò che avevamo già rilevato: Taranto è ultima in Italia per qualità della vita percepita dai ragazzi. Solo il 7% immagina di restare, ma il 68% rimarrebbe volentieri se ci fossero condizioni dignitose e opportunità concrete. Stiamo lavorando per offrirle, perché i giovani non rappresentano solo il futuro, ma il presente del territorio”.

Piero Bitetti, sindaco di Taranto: “Vivere le città significa garantire sicurezza, illuminazione, vitalità e socialità, restituendo ai cittadini spazi urbani capaci di generare fiducia. Occasioni come questa dimostrano che è possibile scommettere su una Taranto con una narrazione diversa da quella legata all’industria pesante, e siamo qui per farlo. Dobbiamo valorizzare gli asset che possono offrire risposte concrete e abbiamo già percorsi pronti a partire, pur ereditando una situazione complessa, confermata dai dati del Sole 24 Ore che collocano Taranto all’ultimo posto. Proprio per questo è necessario lavorare con determinazione per risalire la classifica nazionale e costruire un modello di sviluppo che dia finalmente slancio alla città”.

Annagrazia Angolano, consigliera regionale in rappresentanza del presidente Decaro: “La comunicazione ricorda che per Taranto il mare è un ponte, non un confine, e la Regione Puglia crede in questa visione. Il claim dedicato allo sviluppo economico diventa un patto da costruire insieme. Nei tre giorni del Salone la città torna luogo di scambi locali e internazionali, in linea con la sua storia. La Regione sostiene questa rinascita, consapevole delle sfide e delle vertenze che gravano sul territorio, e promuove un’imprenditoria competitiva e sostenibile. L’obiettivo è costruire insieme un nuovo modello di sviluppo, facendo del Salone una leva di cambiamento. Confcommercio riparte con uno sguardo nuovo e la Regione è al fianco degli imprenditori, che con coraggio e resilienza incarnano lo spirito dell’iniziativa”.

Luigi Liguori, prefetto di Taranto: “Questa iniziativa, fondata sul confronto tra istituzioni, imprese, sindacati e associazioni, rappresenta un approccio positivo e necessario per una città complessa come Taranto, che ha bisogno di azioni di sistema. Lo sviluppo economico si costruisce insieme, così come la sicurezza, che non può più essere affidata solo alle forze di polizia ma richiede il coinvolgimento di più attori, come la Prefettura sta già facendo.

Il Mediterraneo è l’orizzonte naturale di Taranto per storia, cultura e posizione, un’area oggi segnata da conflitti ma che tutti auspichiamo possa tornare a essere spazio di pace, crescita e attività economiche”.

Vitorocco Peragine, prorettore Università di Bari: “L’università è un’infrastruttura decisiva per lo sviluppo di un territorio: può accelerarlo o rallentarlo, e il sistema universitario è pienamente consapevole di questa responsabilità. Taranto vive un passaggio storico delicato e lo sviluppo economico dipende anche dal clima culturale, dalle aspettative, dall’ottimismo e dalla capacità di assumersi rischi. Lo sviluppo non nasce per caso, si progetta, e il titolo di questa tre giorni lo ricorda chiaramente.

La Puglia è cresciuta negli ultimi vent’anni, ma con una produttività debole, e la provincia di Taranto presenta fragilità più marcate: ha perso quasi metà del PIL industriale, soffre una crisi demografica profonda e ha un tessuto produttivo composto soprattutto da micro e piccole imprese poco innovative. Allo stesso tempo possiede potenzialità enormi legate alla posizione geografica e oggi può contare su opportunità di investimento rare nella sua storia, accompagnate da un clima di fiducia e voglia di cambiamento”.

Vincenzo Cesareo, presidente Camera di commercio Brindisi-Taranto: “Il Mediterraneo non è solo uno spazio geografico, ma un’area economica e geopolitica decisiva, dove si giocano sfide legate a energia, logistica, sostenibilità e mobilità. Per Taranto rappresenta una grande opportunità di crescita e un possibile laboratorio di pace in un contesto internazionale instabile. Serve cooperazione tra istituzioni, università, imprese e territori, anche per aggiornare la narrazione sulla città e valorizzarne i segnali positivi.

La Camera di Commercio lavora su orientamento, autoimprenditorialità, cultura d’impresa, sostenibilità, transizione digitale ed ecologica, internazionalizzazione e innovazione, anche attraverso il Tecnopolo. Taranto è ora area strategica per l’eolico offshore e cogliere queste opportunità richiede un’alleanza forte tra tutti gli attori. Il Salone Mediterraneo dell’Impresa diventa così uno spazio utile di confronto e costruzione del futuro”.

Amm. Andrea Petroni, comandante Comando Marittimo Sud: “Nel mare viaggiano energia, gas, petrolio, corrente elettrica e soprattutto dati: il 99% del traffico internet mondiale passa sotto la superficie. Interrompere questi flussi significherebbe colpire la sicurezza e la stabilità delle nostre società. Per questo il mare torna al centro dell’attenzione ed è pienamente connesso alle attività del commercio, dell’industria e dell’economia, diventando elemento chiave anche in questo convegno”.

On. Dario Iaia, responsabile unico Cis: “La presenza del governo a Taranto è concreta e si traduce in investimenti significativi, a partire dai Giochi del Mediterraneo che porteranno delegazioni, sportivi e impianti completamente riqualificati, dallo stadio Iacovone alle piscine. Attraverso il CIS sono disponibili circa 800 milioni di euro e negli ultimi mesi sono state aggiudicate gare importanti per la città vecchia, dagli ipogei alle mura aragonesi fino a Piazza Fontana. In una fase segnata da difficoltà economiche e da dati preoccupanti sulle politiche giovanili, è indispensabile fare squadra, superare divisioni e seguire obiettivi condivisi insieme a Confcommercio, Camera di Commercio, Marina Militare e amministrazioni locali. Anche il nuovo ponte girevole previsto per il 2028 rientra in questo percorso. Solo unendo le forze si può affrontare la crisi e costruire il futuro della città”.

Laura Cimaglia, Autorità di sistema portuale Mar Ionio: “Taranto e il Mediterraneo sono da sempre crocevia di popoli, innovazione e cultura. In questa prospettiva l’Autorità Portuale, attraverso il proprio Piano Triennale, intende proseguire il ruolo di collante tra istituzioni e imprese, rafforzando il lavoro avviato in ambito portuale insieme alla Capitaneria di Porto e alle realtà presenti nell’Organismo di Partenariato. Crediamo molto in questa iniziativa e auspichiamo che diventi un appuntamento annuale capace di favorire un confronto stabile e proattivo tra istituzioni e mondo produttivo”.

Col. Antonio Marinucci, comandante provinciale Carabinieri: “Come rappresentante dell’Arma presente in tutti i comuni del territorio, ritengo prioritario rafforzare sia la percezione sia la realtà della sicurezza, attraverso un impegno quotidiano e costante. Quando questo sforzo raggiungerà il massimo livello, potremo valorizzare appieno il ruolo del mare come ponte, anche in vista dei prossimi Giochi del Mediterraneo. Tutti gli attori coinvolti stanno lavorando nella stessa direzione e la collaborazione tra istituzioni è fondamentale per far crescere la città. Alla luce degli episodi recenti e dei dati che penalizzano Taranto nelle politiche giovanili, è indispensabile continuare a fare rete per migliorare la posizione della città e offrire nuove prospettive ai giovani”.