giovedì 28 maggio 2026


28/05/2026 15:46:34 - Provincia di Taranto - Cronaca

L’attività di introduzione e di cessione all’interno del carcere sarebbe stata gestita da tre detenuti del circuito “media sicurezza” con un notevole ritorno economico considerato che, all’interno del carcere il costo delle sostanze stupefacenti era di gran lunga superiore rispetto all’esterno 

Alle prime ore di questa mattina, la Polizia di Stato e la Polizia Penitenziaria presso la casa circondariale di Taranto hanno dato esecuzione all’ordinanza di misure cautelari personali emessa dal G.I.P. di Taranto, su richiesta della Procura della Repubblica di Taranto, nei confronti di 11 soggetti presunti responsabili dei reati di accesso di dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, spaccio di sostanze stupefacenti, corruzione e ricettazione.

In particolare, cinque sono destinatari della misura della custodia cautelare in carcere (dei quali due già detenuti in carcere per altra causa), cinque agli arresti domiciliari ed uno della misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L’attività di indagine della Squadra Mobile di Taranto e della Polizia Penitenziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Taranto, ha preso avvio nel mese di maggio 2024 avendo riscontrato un diffuso traffico di hashish e cocaina destinate al consumo da parte dei detenuti della casa circondariale “Magli” di Taranto.

L’attività di introduzione e di cessione all’interno del carcere sarebbe stata gestita da tre detenuti del circuito “media sicurezza” con un notevole ritorno economico considerato che, all’interno del carcere il costo delle sostanze stupefacenti era di gran lunga superiore rispetto all’esterno. Oltre alla droga, il gruppo di detenuti avrebbe introdotto anche smartphones e microtelefoni.

Per introdurre all’interno del carcere la droga ed i telefonini, gli indagati si sarebbero avvalsi di parenti ed amici e di alcuni “dronisti” appositamente reclutati che, dietro lauto compenso ed utilizzando droni tecnologicamente avanzati, sarebbero riusciti a recapitare le sostanze illecite fino alle finestre esterne delle celle.

Inoltre, gli indagati avrebbero corrotto un dipendente della Polizia Penitenziaria in servizio presso la locale casa circondariale che, in cambio di una consistente somma di denaro, si sarebbe reso disponibile alle necessità del gruppo.

Quest’ultimo fu arrestato nell’ottobre del 2024 perché nell’autovettura parcheggiata all’interno della casa circondariale vennero trovati circa 900 grammi di hashish, una decina di grammi di cocaina, oltre a numerosi smartphones e schede telefoniche.

Il pagamento della sostanza stupefacente e dei telefonini, da parte dei detenuti acquirenti, sarebbe avvenuto sia attraverso bonifici o ricariche su schede prepagate, in uso a parenti dei detenuti indagati sia tramite la consegna di numerosi pacchetti sigarette che sarebbero state poi vendute a tabaccai compiacenti del capoluogo jonico.

Nel corso dell’attività di indagine, la Squadra Mobile ha tratto in arresto una coppia di Grottaglie trovati in possesso di circa 1 kg di hashish, una trentina di telefoni cellulari, numerose schede telefoniche e di un drone di grosse dimensioni.

Sempre la Squadra Mobile ha tratto in arresto due dronisti nelle campagne adiacenti la recinzione esterna della casa circondariale di Taranto in quanto trovati in possesso di notevoli quantità di hashish, cocaina e telefoni cellulari con relativi caricabatteria.

Il personale della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Polizia Penitenziaria ha rinvenuto negli spazi comuni circa 80 grammi di hashish confezionata in pellicola trasparente.

Si ricorda che per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.