«E’ il momento di alzare lo sguardo e guardare al quadro più ampio. Da tempo diciamo la stessa cosa: manca un'idea chiara di dove si vuole andare. E’ mancata per troppi anni. E si vede nei fatti e sotto diversi aspetti»

Riceviamo, e pubblichiamo, un comunicato del circolo di Sava del Pd. Ecco il testo.
«Lo diciamo in premessa: la nomina del nuovo assessore all’Ecologia Giuseppe Sammarco (fratello di Vito Sammarco, consigliere eletto all’opposizione nella lista “Giulio Rossetti Sindaco” e transitato in maggioranza) e le circostanze entro cui è maturata questa decisione rappresentano una delle pagine più grigie di questa consiliatura. Non può che leggersi così quell’incredibile traiettoria portata a segno dal consigliere comunale della Lega.
Si commenta da solo, oltretutto, il tentativo del primo cittadino Gaetano Pichierri di nobilitarlo ad elemento di stabilizzazione amministrativa, proprio mentre vanno perdendosi, uno dopo l’altro, pezzi importanti del “Patto per Sava” e della maggioranza.
La rottura tra Forza Italia e Fratelli d’Italia a Sava, consumatasi sull’onda degli stessi accadimenti, rappresenta l’altro aspetto della crisi politica di questi giorni, decisamente quello più rilevante. Una rottura determinata dal “caso” politico che tiene banco da settimane, forse mesi, quello di Mirko Piccolo e della sua recente estromissione dalla Giunta comunale dopo un lungo periodo di “incomunicabilità” e a seguito della uscita dalla maggioranza del suo gruppo consiliare di riferimento, Impegno Civico.
Ma limitarsi a commentare tutto questo, cogliendone le evidenti problematiche che vanno decretando la crisi della maggioranza di centrodestra, è sin troppo facile. È sin troppo facile ricavarne un assunto, oramai chiaro a tutti: quella rappresentazione tanto propagandata di una esperienza amministrativa foriera di risultati, di sinergie e di benefici per Sava, tanto cara a Fratelli d’Italia, altro non è che una falsa rappresentazione.
Ricostruzioni dei fatti in contrasto tra loro, accuse e rivendicazioni stanno accompagnando la fine di questa esperienza politico amministrativa compromettendo, evidentemente, ogni prospettiva futura di convivenza in un comune progetto politico.
E’ il momento di alzare lo sguardo e guardare al quadro più ampio. Da tempo diciamo la stessa cosa: manca un'idea chiara di dove si vuole andare. E’ mancata per troppi anni. E si vede nei fatti e sotto diversi aspetti.
Economico: niente stimoli per chi produce, niente sostegno alle attività locali.
Urbanistico: zero pianificazione, nessuna approvazione del Pug, si va avanti a caso.
Sociale: risposte piatte o inesistenti per chi ha più bisogno.
E non finisce qui: disservizi e disagi per i cittadini in settori nevralgici, anche alla luce di interventi milionari di “riqualificazione urbana” che hanno prodotto caos e problemi di non poco conto.
La realizzazione di nuove opere pubbliche, infatti, ha interessato tutti i Municipi in questi anni, ma la differenza la fa la capacità di attuare politiche di sviluppo e la creazione presupposti per far crescere un paese, attraverso una idea strategica del suo futuro.
Un’idea che da 15 anni a questa parte continua a mancare a Sava, mentre non mancano i teatrini e gli spettacoli di bassa “Lega” che tengono in piedi una maggioranza condizionata, agonizzante e incapace di rispondere ai problemi delle cittadine e dei cittadini savesi.
Sava merita di più!».

