Particolarità di questa edizione sarà una “Tromba di San Pietro” realizzata in ceramica, alta circa un metro e mezzo e decorata dalla Bottega Caretta di Grottaglie, che verrà frantumata la sera del 29 giugno, come da tradizione, in un gesto dal valore apotropaico, benaugurante, per allontanare il “maligno”, malattie e debiti

Grottaglie torna celebrare la “Festa delle Trombe” nel pittaggio San Pietro, nel cuore del centro storico. L’iniziativa è promossa e organizzata dalla Fondazione partecipata Festa delle Trombe, presieduta da Francesco Marinaro, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Grottaglie - assessorato alla Cultura, al Turismo e alla Valorizzazione della ceramica.
Unica e originale, la festa dei santi Pietro e Paolo assume solo a Grottaglie questa forma, unendo all’arte e all’artigianato ceramico i contributi delle tradizioni ebraica e cristiana.
Particolarità di questa edizione sarà una “Tromba di San Pietro” realizzata in ceramica, alta circa un metro e mezzo e decorata dalla Bottega Caretta di Grottaglie, che verrà frantumata la sera del 29 giugno, come da tradizione, in un gesto dal valore apotropaico, benaugurante, per allontanare il “maligno”, malattie e debiti.
La “Tromba di San Pietro” è esposta nel Comune di Grottaglie, al piano terra della casa comunale, fino al 28 giugno.
Di seguito il programma della festa:
29 giugno presso la Cappella SS. Pietro e Paolo, via SS. Pietro e Paolo, Grottaglie.
Ore 20.00 celebrazione eucaristica antistante la Cappella dei Santi Pietro e Paolo;
Ore 21.00 rito apotropaico della rottura delle Trombe; a seguire “Pittaggio in festa”: un'esperienza multisensoriale tra note e suoni antichi, performance live con trombe in ceramica artigianale, una serata dove la tradizione incontra il ritmo, tra i sapori e il suono delle suggestive trombe di “San Pietro” della ceramica grottagliese, tra le diverse stazioni ubicate lungo il percorso;
• Tornianti in “festa”: l’arte della ceramica si mescola con la tradizione musicale salentina;
•Ensemble Trio Salento con Maria Grazia Pierri, musica popolare;
• “Organetto solo” Tommaso Massarelli
«Da diversi secoli, nel nostro borgo antico, pittaggio San Pietro, si perpetua una secolare tradizione: la Festa in onore dei SS. Pietro e Paolo, “Festa delle trombe”, il 29 giugno – dichiarano Raffaella Capriglia, Assessore alla Cultura, Turismo e Valorizzazione della ceramica del Comune di Grottaglie ed il sindaco, Ciro D’Alò -. Espressione unica di tre tradizioni presenti in passato sul nostro territorio già dal 1600: la tradizione ebraica, (con il suono dello “shofar”); la tradizione cristiana (Festa di San Pietro ebreo, il 29 giugno) e la secolare arte della ceramica. Da qui, probabilmente, l’inserimento nei festeggiamenti della “tromba di San Pietro”, un manufatto in argilla dal valore apotropaico, si usava e si usa regalare a persone degne di stima o ad amici. La Festa delle Trombe rappresenta una delle espressioni più autentiche dell’identità culturale di Grottaglie. È una tradizione che custodisce la memoria della nostra comunità, intrecciando fede, storia, artigianato e patrimonio immateriale in un rito unico nel suo genere. Valorizzare questa festa significa preservare e trasmettere alle nuove generazioni un bene culturale che racconta le radici del territorio e rafforza il senso di appartenenza della comunità. Attraverso la Festa delle Trombe, Grottaglie conferma la propria capacità di trasformare le tradizioni in occasioni di incontro, partecipazione e promozione della propria straordinaria identità culturale».
Un tempo le trombe si scambiavano con qualche paniere di fioroni o altri prodotti della terra.
Dai primi vespri della vigilia, fino alla notte del 29 giugno il “suono” - pernacchie e striduli - allietava la festa, allontanando debiti e malattie, fin quando non venivano rotte e ridotte in frantumi, in un atto “liberatorio”, a notte alta, tornava il silenzio e quei suoni non si udivano più per un anno intero.
La festa, la tradizione e tutto il suo bagaglio storico cultuale viene interrotta nei primi anni 60’, quando la cappella, dedicata appunto ai Santi Pietro e Paolo viene ridotta ad un deposito e ricovero per mezzi agricoli.
«Dopo molte vicissitudini, nel 2004 è stato recuperato ciò che è rimasto della cappella e da diversi anni è stata riproposta la tradizionale “Festa”, che nel tempo è sempre più cresciuta, anche con la collaborazione delle scuole presenti sul nostro territorio.
L’obiettivo che è stato assunto è quello di consegnare questo nostro patrimonio, storico-culturale, materiale ed immateriale, nelle mani delle “novelle generazioni”» precisano D’Alò e Capriglia.

