Giuseppe Mazza: «E’ una questione di decoro, sicurezza e rispetto delle regole e del bene comune»

Riceviamo, e pubblichiamo, un intervento di Giuseppe Mazza. Ecco il testo.
«Come notorio in tutta Italia, le spiagge bene comune, sono ulteriormente protette, oltre dalla Costituzione, da leggi, da regolamenti di disciplina per la fruizione delle stesse, e da cattivi comportamenti di civiltà.
Per questo segnalo un altro fenomeno fortemente, emergente e contaminante e pericoloso nonché aberrante, che avviene sulle nostre spiagge, che riguardano il modus operandi di coloro che fruiscono degli arenili sul nostro demanio balneare, deturpandolo e danneggiandolo l’ambiente e la sua biodiversità, e messa in pericolo per i bagnanti o fruitori delle spiagge, da parte di turisti nazionali, esteri, presunti tali o gente del posto o zone limitrofe o passanti fruitori.
Al mattino le spiagge del nostro litorale, si presentano (oltre dagli ombrelloni segna posto abusivi e illegittimi), come se fossero state interessate da fenomeni di pioggia di massi e pietre. Il Comune Manduria, come pubblicato, ha provveduto a pulire le spiagge per renderle pulite e fruibili e consone nel più breve tempo ed invece e purtroppo, si verifica l’utilizzo di massi e pietre prelevati dai crostoni di roccia sabbiosi rarissimi presenti a monte della spiaggia, che sarebbero non soltanto tutelati dalla caratteristica del territorio, ma ricoverati al sicuro contro eventuali pericoli alla viabilità pedonale e fruibilità della e sulla spiaggia ”libera”.
Il prelievo di detti massi dai crostoni (alcuni si portano anche i tufi o mattoni da costruzione), anche emormi, per l’ utilizzo o fine per tenere fermo l’ombrellone o tende, e similari o addirittura i materassini in acqua, non solo è abbastanza evidente e diffuso, ma è spregevole e sgradevole a vedersi, poiché privo di controlli e deterrenza, contro il decoro e rispetto e tutela dell’ambiente e dell’amministrazione, che agisce prontamente per la sua cura e rispetto per i bagnanti e fruitori educati che rispettano il luogo balneare.
Qualche anno fa il sindaco di Nardò con un ordinanza “radicale” la n 454/2022,
come riportato anche in un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1350375/marine-di-nardo-saccheggiati-muretti-a-secco-per-non-far-volare-gli-ombrelloni.html , stabilì, il divieto di utilizzare le pietre che costituiscono i muretti salentini, altre pietre naturali, blocchi di costruzione o simili, anche se presenti sugli arenili, per ancorare o zavorrare ombrelloni, tende o altri arredi con multe salatissime.
Ma, anche altri comuni d’Italia hanno provveduto alla tutela e sorveglianza dai maleducati ed inosservanza delle regole formali e de buon senso civico https://www.today.it/attualita/ordinanze-divieti-spiagge-2026.html
Oltre all'aspetto estetico e ambientale, emerge anche una questione di sicurezza. Massi, corde, contenitori e altri oggetti lasciati sulla sabbia possono infatti costituire un ostacolo per i bagnanti, aumentando il rischio di inciampi e cadute, soprattutto per bambini, anziani e persone con difficoltà motorie. Ai fini partecipativi allego immagini schioccanti e dimostrative».


