venerdì 10 luglio 2026


10/07/2026 15:53:04 - Provincia di Brindisi - Attualità

Hanno usufruito delle attività didattiche 148 bambini della scuola dell’infanzia; 178 alunni della scuola primaria; 60 ragazzi della scuola secondaria di primo grado; 16 studenti della scuola secondaria di secondo grado

Nel corso dell'anno la Scuola in ospedale del Perrino di Brindisi ha accolto e supportato 402 pazienti di età compresa tra i 30 mesi e i 16 anni, sia in regime di degenza che in day-service. Nel dettaglio, hanno usufruito delle attività didattiche 148 bambini della scuola dell’infanzia; 178 alunni della scuola primaria; 60 ragazzi della scuola secondaria di primo grado; 16 studenti della scuola secondaria di secondo grado.

Tra i partecipanti si registra anche la presa in carico di 47 alunni con disabilità, a testimonianza dell’inclusività del servizio.

Questi i risultati del progetto "Scuola in ospedale" (SIO) presentati oggi nella sede della direzione generale della Asl Brindisi, in via Napoli. L'iniziativa, che si è svolta con successo nel corso dell'anno scolastico, è il frutto di una consolidata sinergia tra l'Ufficio Scolastico Regionale, l’Istituto Comprensivo Cappuccini, diretto dalla professoressa Rosetta Carlino, e l'Asl Brindisi.

All'incontro sono intervenuti il direttore generale della Asl Brindisi, Maurizio De Nuccio, la dirigente scolastica Rosetta Carlino, la presidente del Consiglio d'istituto, Vitantonia Lacorte, la vicepresidente, Palma D'Amico, e la componente Claudia Anna Corsa. Presenti, inoltre, accanto ad alcuni genitori dei piccoli pazienti, i docenti che hanno partecipato al progetto: Maria Beatrice Abbati, docente di Tecnologia e referente Sio; Carmen De Rinaldis, docente della scuola dell’infanzia; Paola Miceli, docente della scuola primaria; Elena Pagliara, docente di religione cattolica; Tommaso Stefanachi, docente di materie letterarie della scuola secondaria di primo grado; Ornella Caldarazzo, docente di matematica della scuola secondaria di primo grado.

I docenti della SIO hanno operato in costante contatto con lo staff medico-sanitario del Perrino e in stretta sinergia con le scuole di provenienza degli alunni, garantendo la continuità didattica (soprattutto per i lungodegenti) e un sereno reinserimento in classe dopo le dimissioni. Le lezioni, sia individuali (spesso tenute direttamente al letto del paziente) che collettive, si sono svolte secondo un calendario strutturato dal lunedì al venerdì, coprendo fasce mattutine e pomeridiane. Per le famiglie, la presenza della scuola ha rappresentato non solo la tutela del diritto allo studio, ma anche il ripristino di una rassicurante quotidianità durante il difficile periodo del ricovero.

La dirigente scolastica dell'istituto Cappuccini, Rosetta Carlino, ha sottolineato che "oltre alle materie curriculari, i piccoli degenti sono stati coinvolti in numerosi progetti tematici e laboratori innovativi volti a stimolare la creatività, l'espressione di sé e il benessere psicofisico". Tra questi spiccano: Sio Radio Web - La voce che unisce, una vera e propria web radio scolastica realizzata grazie alla collaborazione con i Giovani Imprenditori di Confindustria Brindisi e i Maestri del Lavoro, che ha permesso ai ragazzi di realizzare podcast (come quelli per la Festa del Papà e contro la violenza sulle donne) e di collegarsi in diretta con l'emittente Antenna Sud; Giardinieri in pigiama e Un viaggio nella biodiversità, laboratori didattici sulla cura della natura, dall'allestimento di micro-serre di piante aromatiche all'emozionante osservazione ravvicinata del ciclo di vita di farfalle e coccinelle in reparto; il Mercatino del Sorriso; l'adesione al progetto Zaini Sospesi con il Lions Club Brindisi; le donazioni di arredi didattici da parte dell'Inner Wheel Brindisi Porta d'Oriente; il progetto Cinema in Ospedale; il Natale dello sportivo, in collaborazione con Unione sportiva Acli Brindisi; le iniziative culturali come il Dantedì, in cui i ragazzi hanno reinterpretato l'Inferno dantesco e la presentazione del libro "Cento (e uno) caffè con Dante", del dirigente scolastico Paolo Farina, insignito di recente dell’Onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

"La Scuola in ospedale - ha sottolineato la dirigente scolastica Rosetta Carlino - è contrassegnata da tre codici meccanografici identificativi di una sede scolastica di titolarità docente a tutti gli effetti. Questo è l'esito di un percorso istituzionale plurale tra Ufficio Scolastico Regionale, Regione Puglia e Asl Brindisi, riuniti nel riconoscimento dell'esercizio del diritto all'istruzione in abbinamento al diritto alla salute, alla cura. Esistono, infatti, malattie incurabili, ne abbiamo testimonianza dolorosa, ma non esistono persone non-curabili".

“Sono profondamente soddisfatto - ha detto il direttore generale Maurizio De Nuccio - dei risultati ottenuti dal progetto. I piccoli ricoverati hanno potuto beneficiare di un percorso educativo continuo e di alta qualità, fatto non solo di lezioni curricolari adeguate al loro livello di studio, ma anche di laboratori creativi, artistici, scientifici e ludico-espressivi appositamente pensati per il contesto ospedaliero. Questo progetto rappresenta per noi molto più di un servizio scolastico: è una vera e propria forma di cura. Garantire la continuità didattica e relazionale ai nostri piccoli pazienti significa ridurre il senso di isolamento, preservare la loro identità di alunni e non solo di degenti e sostenere il loro equilibrio emotivo proprio nel momento di maggiore fragilità. I benefici osservati sul piano psicologico e sulla stessa compliance alle terapie sono stati evidenti e significativi. Desidero esprimere un ringraziamento sentito e sincero a tutti i docenti della Scuola in ospedale per la professionalità, la sensibilità e la passione con cui hanno svolto il loro delicato compito, al personale medico e infermieristico del reparto di Pediatria che ha collaborato con grande spirito di squadra e alle famiglie che hanno accolto con fiducia questo percorso. La Asl Brindisi continuerà a investire con convinzione in questa Scuola, perché riteniamo che nessun bambino, nemmeno in ospedale, debba interrompere il proprio diritto alla crescita e alla conoscenza”.