San Pietro Mandurino, le antiche mura, la viabilità messapica e medievale

Come le città della memoria, quelle dei segni, degli occhi, quelle nascoste e quelle dei morti da riscoprire. Manduria come nelle Città Invisibili di Calvino è il racconto da recuperare e che grazie al progetto Smart-in oggi si appresa ad acquisire una nuova dimensione dell’esistenza, della valorizzazione e dell’integrazione tra passato, presente e futuro.
“Manduria: la forma dell’acqua”, progetto finanziato con i fondi POC 2021-2027 nell’ambito dell’accordo per la coesione della Regione Puglia, agisce sul Parco delle Mura Messapiche, sull’antico insediamento di San Pietro Mandurino e lo fa ripercorrendo storicamente e simbolicamente il ruolo svolto dalle falde acquifere sotto il banco calcarenitico del Salento: l’insediamento dell’umanità attorno alle fonti, il fluire della progettazione partecipata da parte della comunità.
Luogo dell’azione è l’area archeologica e cultuale ma in realtà a giovarne sarà tutta la cittadina che attorno a quel luogo fisico si è sviluppata continuando a mantenere viva la percezione delle proprie origini e della propria ricchezza culturale.
Così come nel dialogo tra Marco Polo e Kublai Kan, il progetto non è solo un nuovo story telling sulla grande area archeologica di Manduria, ma l’invito che attraverso il progetto invita a mettere insieme le pietre e gli uomini.
La descrizione delle principali azioni che compongono il progetto di “Manduria: la forma dell’acqua” prevedono nuovi scavi e nuove indagini nel parco delle mura, il ripristino della antica viabilità messapica e medievale, il restauro dell’antica chiesa di San Pietro Mandurino, l’accessibilità e allestimento di aree verdi, e laboratori di gestione partecipata che vede già coinvolti 23 soggetti tra scuole, associazioni, realtà agricole e artigianali.
“L’intervento rappresenta un caso esemplare della strategia regionale di valorizzazione del patrimonio culturale pugliese, finalizzata a superare la concezione del sito archeologico come luogo di visita occasionale per trasformarlo in uno spazio vivo, accessibile e pienamente integrato nella vita quotidiana della comunità. Quindi come esempio di un bene del patrimonio culturale cittadino che passa dall’essere un attrattore culturale all’essere un attivatore culturale” - dice la Regione Puglia con la dirigente Sezione Tutela e Valorizzazione Patrimoni culturali, Anna Maria Candela, rappresentata oggi nella sala consiliare del Comune di Manduria dai funzionari regionali responsabili della linea Smart-In Archeo, Giorgia Battista e Silvio Kludicka.
“Il progetto – spiegano i referenti regionali - interessa il Parco archeologico delle Mura Messapiche e l’insediamento di San Pietro Mandurino, e non solo la messa in sicurezza della Cripta e della Chiesa di San Pietro Mandurino e interventi di riqualificazione delle aree limitrofe per migliorarne la fruibilità, ma anche la prosecuzione degli scavi archeologici condotti in collaborazione con la Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, la riqualificazione degli spazi verdi e il miglioramento dell’accessibilità, e non ultimo un percorso di gestione partecipata che coinvolge numerosi soggetti del territorio, tra scuole, associazioni, realtà agricole e artigianali. ’iniziativa pertanto si inserisce coerentemente negli obiettivi della programmazione regionale in materia di tutela e valorizzazione dei patrimoni culturali, coniugando ricerca scientifica, tutela del patrimonio, fruizione pubblica e sviluppo culturale del territorio. Con l’auspicio che i lavori e le attività previste procedano nel rispetto dei cronoprogrammi e al più presto i risultati siano apprezzabili da tutta la comunità”.
“Il progetto SMART-IN rappresenta un'importante opportunità per coniugare tutela, ricerca scientifica e valorizzazione del patrimonio archeologico di Manduria – dice il Soprintendente all’archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, Antonio Zunno - Gli interventi previsti comprendono il restauro della chiesa di San Pietro Mandurino, il recupero dell'antica viabilità messapica e medievale e una nuova campagna di scavi archeologici in settori del Parco finora non indagati sistematicamente. Le indagini consentiranno di approfondire la conoscenza dell'assetto urbano della città messapica, dei suoi sistemi di accesso e dell'evoluzione storica dell'area di San Pietro Mandurino, restituendo dati fondamentali per la ricerca. Parallelamente, gli interventi di restauro e di valorizzazione renderanno questi luoghi più accessibili e fruibili, favorendo una conoscenza diretta del patrimonio da parte della comunità e dei visitatori. L'obiettivo è fare del Parco Archeologico di Manduria un luogo in cui conservazione, ricerca e partecipazione pubblica procedano insieme, trasformando le nuove scoperte in un'opportunità concreta di crescita culturale e di sviluppo per il territorio”.
"Questo progetto – aggiunge Maria Vita Formosi architetta progettista e direttrice dei lavori - non nasce in uno studio di architettura ma all'interno di un cantiere del Segretariato regionale x la Puglia del Mic. Il direttore dei lavori, Francesco Longobardi, il rup Maria Franchini e la direttrice Maria Piccarreta, hanno aperto il cantiere al territorio, alle associazioni, alle imprese ponendosi in ascolto e liberando spazi di espressione. Il progetto nasce da questo racconto corale, forse frammentato, ma fortemente radicato al genio loci manduriano".
Un progetto che promette di armonizzare il terrain vague dell’area monumentale urbana di 19 ettari con l’oltre che è tutto l’abitato di Manduria e che per il sindaco della città di Manduria, Domenico Sammarco è un’operazione che va ben oltre il recupero.
“Con La forma dell’acqua – dice - ricuciamo finalmente il cuore di Manduria: parco archeologico, Mura messapiche e San Pietro Mandurino tornano a parlare tra loro e con la città. Non è solo restauro, è rigenerazione. Grazie ai fondi Smart In della Regione Puglia trasformiamo il nostro patrimonio da luogo chiuso a spazio vivo, accessibile, produttivo. E lo facciamo insieme: 23 realtà tra scuole, associazioni e imprese costruiranno con noi un nuovo racconto che parte dalle radici messapiche e guarda al futuro”.
Un processo di partecipazione che vivrà vari momenti di gestione condivisa anche attraverso attività laboratoriali e esperienze che renderanno l’area archeologica sempre più viva, con innesti di innovazione come le attività affidate alla Cooperativa Sociale e Impresa Culturale, Artwork.
Hanno aderito al processo di progettazione partecipata:
- Istituto d’Arte liceo artistico Caló Grottaglie;
- I. I. S.S Luigi Einaudi (geometri e agrario);
- Liceo De Sanctis-Galilei (artistico - classico -linguistico - scientifico - scienze umane);
- I.C. Prudenzano - Don Bosco;
- I.C. Michele Greco;
- Confcommercio;
- Naturalmente a Sud aps;
- Cooperativa Spirito Salentino s.r.l;
- Vento Refolo associazione;
- Birrificio Daniel's;
- Cuturi (masseria);
- GAL Terre del Primitivo;
- Agricola d'Adamo;
- Legambiente;
- Natura Salento Coop;
- Consulta comunale delle associazioni culturali e del volontariato;
- aps Oltre;
- ArtWork Cooperativa Sociale;
- Azienda Agricola Malorgio;
- Calchera San Giorgio (bioedilizia e restauro);
- Harpo verde pensile (sistemi per il Verde pensile);
- Archeoclub d'italia sezione di Manduria;
- Fare zero makers fab lab.



