giovedì 16 luglio 2026


16/07/2026 17:36:13 - Sava - Attualità

«Non esiste più un ascolto autentico dei dolori e dei disagi che molti di questi ragazzi portano dentro. Non c’è tempo dedicato e da dedicare. C’è solo assenza degli adulti» 

Riceviamo, e pubblichiamo, un comunicato congiunto di Giuseppe Mancini, in rappresentanza degli enti del terzo settore Sava nel Cuore – Cls e Puglia nel Cuore – Cls. Ecco il testo.

«L’emergenza educativa che attraversa le nostre comunità non può essere scaricata sui minori che finiscono per commettere reati, manifestando aggressività, vuoti valoriali e comportamenti privi di riferimenti morali e civici. Pensare che tutto dipenda da loro significa ignorare la radice del problema.

La responsabilità maggiore ricade sul mondo degli adulti: famiglie spesso fragili o assenti, scuole talvolta trasformate in aziende in competizione tra loro e una politica che si limita a passerelle e comunicazioni social, priva di una reale progettazione e co-progettazione strutturale.

Non esiste più un ascolto autentico dei dolori e dei disagi che molti di questi ragazzi portano dentro. Non c’è tempo dedicato e da dedicare. C’è solo assenza degli adulti. Manca una vera e propria azione educativa che scaturisce dalla vocazione ad educare piuttosto che guardare allo stipendio da portare a casa.

È venuta meno una vera comunità educante, capace di sospendere pregiudizi e contrapposizioni per mettersi davvero al servizio dei più giovani. Una comunità che accompagni, sostenga, orienti, senza propaganda e senza secondi fini, senza strumentalizzare i bambini, i ragazzi e i giovani.

Ognuno dovrebbe guardarsi allo specchio e fare qualche passo indietro rispetto alle dinamiche che ha contribuito a creare, prenderne consapevolezza e agire nella direzione giusta con amore e per amore, responsabilmente e corresponsabilmente.

Solo così potremo costruire la comunità educante che accoglie, ascolta e accompagna i nostri figli.

Altrimenti, sarà sempre peggio.

E cominciamo partendo dalle nostre relazioni e comunicazioni quotidiane, evitando di aggredire, a volte con una violenza verbale inaudita, chi sbaglia.

Evitando di emettere sentenze immediate, evitando di ridicolizzare e mettere in cattiva luce chi la pensa diversamente».