lunedì 27 luglio 2026


27/07/2026 09:13:37 - Manduria - Attualità

Arnò: «Oggi per la prima volta è accaduto qualcosa di importante, di libero, di grande. Manduria non può restare a guardare con la paletta in mano, come la giuria dello Zecchino d’oro. Non si tratta di tifare o dare voti: si tratta di partecipare. Di collaborare. Di tornare ad avere fiducia»

La notizia è giunta inaspettata. Un paio di mesi dopo una campagna elettorale in cui i vari schieramenti non si sono risparmiati colpi, ecco un gesto che lascia ben sperare: il sindaco Domenico Sammarco ha conferito al consigliere di minoranza Ferdinando Arnò la delega alla partecipazione della città di Manduria al bando “Capitale Italiana della cultura 2029”.

“Una funzione propositiva e di consulenza nei confronti del sindaco e della giunta” è riportato nell’atto, in cui si chiarisce che, a scanso di equivoci, “al consigliere non è dovuto alcun compenso e quindi non si configurano oneri ulteriori per l’ente”.

In un momento storico in cui il dialogo tra chi governa e chi siede fra i banchi della minoranza appare sempre più difficile a tutti i livelli (da quello parlamentare a quello periferico), c’è chi sceglie di anteporre il bene della comunità alle logiche di schieramento.

Un segnale, concreto e forte, di collaborazione nell’interesse esclusivo dei cittadini. L’obiettivo è quello di valorizzare competenze, idee e professionalità, dimostrando che quando si tratta di promuovere il territorio e la sua crescita culturale, il dialogo può prevalere sulle divisioni.
A rendere ancora più significativa questa decisione è il profilo del consigliere individuato. Al di fuori dell’impegno politico, infatti, Ferdinando Arnò è un artista di riconosciuto talento, con una sensibilità creativa e un'esperienza maturata nel mondo dell’arte e dello spettacolo che potranno rappresentare un valore aggiunto nella programmazione degli eventi cittadini e, in questo caso, nell’elaborazione del progetto che sarà alla base della candidatura di Manduria come capitale italiana della cultura 2029.
La decisione del sindaco assume così anche un forte valore simbolico: riconoscere il merito e le competenze indipendentemente dal ruolo politico ricoperto. Un messaggio che invita a superare gli steccati ideologici e a costruire un’Amministrazione capace di coinvolgere tutte le energie migliori presenti nel Consiglio comunale.
Ma se la scelta del sindaco Sammarco è degna di nota, altrettanto significativa è stata la risposta del consigliere di minoranza Ferdinando Arnò. La sua sensibilità, la sua creatività e la conoscenza del mondo degli eventi rappresentano qualità che possono contribuire in maniera concreta alla crescita culturale e artistica della città. Sarebbe stato miope ignorare queste competenze solo perché collocate sui banchi dell’opposizione. Accettare una delega proveniente da un’Amministrazione la cui coalizione è stata un’avversaria nella campagna elettorale richiede equilibrio, senso delle istituzioni e una non comune maturità politica. Sarebbe stato certamente più semplice rifiutare, restare arroccati nel proprio ruolo di opposizione e continuare a osservare dall’esterno. Accettare, invece, significa assumersi una responsabilità, mettersi al servizio della comunità e dimostrare che il bene dei cittadini può venire prima delle convenienze politiche.

«Sinceramente, credo che il 2029 sia una scadenza troppo vicina» afferma Ferdinando Arnò «Una candidatura a Capitale Italiana della Cultura non si improvvisa: servono tempo, visione, lavoro profondo. Ne parleremo nei prossimi giorni.
Oggi per la prima volta è accaduto qualcosa di importante, di libero, di grande.
Manduria non può restare a guardare con la paletta in mano, come la giuria dello Zecchino d’oro. Non si tratta di tifare o dare voti: si tratta di partecipare. Di collaborare. Di tornare ad avere fiducia.
Quanta forza contrattuale avrò? Non lo so, lo vedremo. So che una proposta culturale vera non si costruisce con qualche evento: bisogna intervenire su forma e su contenuto. Sui luoghi, su come li abitiamo, sull’immagine che diamo di noi, sulla qualità delle scelte.
La cultura non è solo spettacolo, non accade solo su un palco. È il modo in cui una città si presenta al mondo.
Da parte mia, un impegno preciso: tutto ciò che si chiamerà cultura avrà costi sensati, realistici, trasparenti. L’opposto delle sparate della precedente Amministrazione.
Meno annunci. Meno cifre lanciate improponibili. Più sostanza.
Questa può essere una vera transizione. Godiamoci il momento
».