martedì 28 luglio 2026


28/07/2026 16:44:47 - Salento - Cronaca

Prevenzione, indagini e arresti per difendere il territorio: l’azione integrata dei Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce e dei Carabinieri Forestali

L'emergenza incendi continua a rappresentare una delle principali minacce per il patrimonio ambientale del Salento. Le elevate temperature, la persistente siccità e il vento trasformano ogni focolaio in un potenziale disastro, mettendo a rischio boschi, macchia mediterranea, attività economiche e abitazioni.

In questo scenario l'Arma dei Carabinieri, attraverso il dispositivo integrato costituito dai militari del Comando Provinciale di Lecce e dai Carabinieri Forestali, mantiene altissima l'attenzione sul territorio con un'intensa attività di prevenzione, controllo e repressione dei reati ambientali, operando in costante sinergia con la Polizia Locale, i Vigili del Fuoco e tutte le istituzioni impegnate nella tutela del patrimonio naturale.

Anche quest'anno i cinque Nuclei Carabinieri Forestali operanti nel Salento, unitamente al Nucleo Informativo Antincendio Boschivo, hanno intensificato i controlli finalizzati alla verifica del rispetto dell'articolo 2 della Legge Regionale Puglia n. 38 del 2016, che impone ai proprietari di terreni incolti, seminativi e arborati la realizzazione, entro il 31 maggio, di una fascia di rispetto libera dalla vegetazione, larga almeno quindici metri, al fine di impedire il propagarsi delle fiamme verso le aree boscate.

L'attività di controllo, orientata a diffondere una concreta cultura della prevenzione attraverso la repressione delle condotte omissive, porta mediamente, nel corso di ogni stagione estiva, all'elevazione di circa 300 verbali amministrativi, per un importo complessivo superiore ai 200.000 euro.

Accanto alla prevenzione amministrativa, i Carabinieri Forestali hanno ulteriormente rafforzato l'attività investigativa finalizzata all'individuazione dei responsabili degli incendi boschivi, siano essi di natura dolosa o colposa. Il reato è infatti il medesimo, mentre differiscono le pene previste: da sei a dieci anni di reclusione nei casi di incendio doloso e da due a cinque anni nei casi di incendio colposo, fatte salve eventuali aggravanti.

Determinante, in tale contesto, è il crescente impiego delle nuove tecnologie. L'utilizzo di droni, sistemi di videosorveglianza e strumenti di analisi delle immagini rappresenta oggi un prezioso supporto alle attività di pattugliamento e osservazione svolte quotidianamente dai militari, consentendo di ricostruire con precisione la dinamica degli eventi e di individuare i presunti responsabili.

Emblematico è il caso dell'incendio sviluppatosi il 19 giugno nei pressi della borgata Frigole, nel comune di Lecce. Le immagini acquisite nel corso delle indagini hanno consentito di individuare due soggetti che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbero lanciato un'esca incendiaria da un autocarro in movimento, provocando un vasto incendio che ha interessato un'estesa area di macchia mediterranea. Entrambi sono stati arrestati. A distanza di circa un mese, un nuovo incendio ha interessato la medesima area e sono tuttora in corso gli accertamenti investigativi.

L'attività dei Carabinieri Forestali ha inoltre consentito di individuare i presunti responsabili di numerosi altri incendi che hanno interessato il territorio salentino.

Per l'incendio sviluppatosi il 13 giugno a Casarano, una persona è stata deferita all'Autorità Giudiziaria a titolo di colpa, poiché avrebbe incendiato un terreno incolto per ripulirlo dalla vegetazione infestante in una giornata caratterizzata da forte vento, favorendo così la propagazione delle fiamme.

Nei pressi di Gallipoli, due soggetti sono stati individuati grazie ai sistemi di videosorveglianza mentre appiccavano il fuoco ad alcune piazzole stradali adiacenti ad aree boscate e sono stati denunciati all'Autorità Giudiziaria.

Nel comune di Racale, sempre attraverso l'analisi delle immagini registrate dalle telecamere, è stato identificato e denunciato un uomo ritenuto presunto responsabile di aver appiccato il fuoco in un'area già percorsa da incendi negli anni precedenti, presumibilmente per favorire la ricrescita dell'erba destinata al pascolo.

Già il 23 maggio, prima ancora dell'avvio ufficiale della campagna antincendi, le indagini condotte sull'incendio che ha interessato la Serra dei Cianci, nel comune di Alessano, avevano consentito di individuare e deferire, per incendio colposo, i presunti responsabili che avrebbero dato fuoco a residui di potatura in prossimità del bosco.

Analoga attività investigativa ha riguardato il grave incendio sviluppatosi il 13 giugno sul litorale di Ugento, che ha devastato alcuni stabilimenti balneari nelle prime ore del mattino. Anche in questo caso è stata individuata una persona ritenuta presunta responsabile per aver incendiato residui di potatura che, a causa del forte vento, hanno successivamente propagato le fiamme all'area boschiva.

Tra gli episodi più significativi della stagione figura inoltre l'incendio sviluppatosi il 14 luglio in località Madonna della Serra, nel comune di Ruffano, dove le fiamme hanno minacciato anche alcune abitazioni. Le indagini hanno consentito di deferire una persona alla Procura della Repubblica per incendio boschivo originato da un terreno incolto.

L'efficacia del dispositivo di controllo trova ulteriore conferma nella serata del 22 luglio, quando i Carabinieri della Stazione di San Cesario di Lecce, in sinergia con la Polizia Locale, hanno arrestato in flagranza un 57enne del posto, ritenuto presunto responsabile dei reati di incendio e combustione illecita di rifiuti.

L'uomo è stato sorpreso in via Casello Ferroviario mentre appiccava il fuoco all'interno di un terreno caratterizzato dalla presenza di macchia mediterranea e rifiuti. Le fiamme si sono rapidamente propagate interessando un'area di circa 2,5 ettari.

L'immediato intervento dei militari dell'Arma ha consentito di bloccare il presunto autore e di allertare tempestivamente i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Lecce che hanno circoscritto e spento l'incendio, impedendone un'ulteriore propagazione. L'episodio non ha provocato feriti.

Al termine delle formalità di rito, il 57enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, come disposto dal Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Lecce che coordina le indagini.

L'episodio conferma l'efficacia della costante presenza dell'Arma sul territorio e della sinergia tra i reparti territoriali dei Carabinieri, i Carabinieri Forestali, la Polizia Locale e i Vigili del Fuoco, fondamentale per assicurare un rapido intervento e contenere le conseguenze di eventi che, in pochi minuti, possono compromettere interi ecosistemi e mettere in pericolo la sicurezza delle persone.

La stagione estiva è ancora lunga e l'impegno dell'Arma dei Carabinieri resta massimo. Accanto all'attività di prevenzione, controllo e repressione, assume un ruolo fondamentale anche la collaborazione dei cittadini. Ogni segnalazione tempestiva alle Centrali Operative dell'Arma o al Numero Unico di Emergenza 112 può risultare determinante per consentire un intervento immediato, limitare i danni e individuare rapidamente i responsabili.