In campo i Carabinieri Subacquei dei Nuclei di Napoli e Pescara per verificare l’integrità delle infrastrutture idriche e bonificare i fondali dai pericoli per la fauna marina

La tutela dell’ambiente passa anche attraverso ciò che non è immediatamente visibile. In un territorio come quello salentino, dove il mare rappresenta una risorsa ambientale, economica e identitaria di straordinario valore, il controllo della corretta gestione delle acque reflue e la salvaguardia dei fondali costituiscono elementi fondamentali dell’attività di prevenzione e contrasto agli illeciti ambientali.
È in questa prospettiva che il Comando Provinciale Carabinieri di Lecce, nell’ambito delle attività preventive e repressive condotte dall’Arma in materia ecologica, ha programmato uno specifico intervento lungo la dorsale ionica che va dal Comune di Gallipoli a Porto Cesareo.
Per effettuare gli accertamenti con le necessarie competenze specialistiche, il Comando Provinciale ha richiesto il supporto dei Nuclei Carabinieri Subacquei di Napoli e Pescara, reparti dell’Arma dotati di elevate capacità operative per gli interventi in profondità.
I militari specializzati, in collaborazione con i colleghi della Compagnia Carabinieri di Gallipoli e Campi Salentina, impegnati nelle giornate del 29 e 30 luglio, hanno effettuato approfondite verifiche sulle condotte sottomarine degli impianti di depurazione, controllando direttamente lo stato di conservazione e la tenuta delle infrastrutture attraverso cui le acque reflue trattate vengono convogliate in mare.
Nel corso delle immersioni e dei perlustramenti dei fondali, i Carabinieri Subacquei hanno inoltre individuato delle reti a strascico abbandonate sul fondale marino che saranno recuperate. Questo tipo di attrezzatura da pesca, se dispersa o utilizzata illecitamente, costituisce una gravissima minaccia per l'ecosistema: trasformandosi in una vera e propria "rete fantasma", continua a intrappolare la fauna marina, danneggia le praterie di Posidonia oceanica e i popolamenti coralligeni.
L’attività svolta si inserisce in una più ampia strategia di vigilanza ambientale, orientata non soltanto all’accertamento e alla repressione delle condotte illecite, ma anche alla prevenzione di situazioni di rischio per l’ecosistema marino.
L’intervento assume un rilievo ancora maggiore in questo periodo estivo, quando lungo le coste salentine si registra un significativo incremento di residenti e turisti, con un conseguente aumento della pressione sia sulle infrastrutture di depurazione che sul patrimonio biologico marino.
L’impiego dei Carabinieri Subacquei conferma l’attenzione costante dell’Arma dei Carabinieri alla salvaguardia del territorio salentino e delle sue risorse naturali, garantendo una presenza concreta anche sotto la superficie del mare.
Gli esiti delle verifiche tecniche sulle condotte consentiranno di delineare il quadro di tenuta degli impianti, mentre sono in corso ulteriori approfondimenti per accertare l’eventuale responsabilità legate all'abbandono della rete da pesca recuperata.



