«Prima di criticare ciò che non ci piace, proviamo a chiederci cosa possiamo fare noi per migliorarlo. Prima di demolire, proviamo a costruire»

Ecco la lettera aperta che Diomede Turco, comitato Feste Patronali San Gregorio Magno, invia alla città.
«Ci sono momenti in cui fermarsi a riflettere diventa necessario.
Viaggiamo, visitiamo altre città, attraversiamo anche i paesi a pochi chilometri da noi e spesso rimaniamo colpiti da una cosa: l’orgoglio con cui ogni comunità cerca di valorizzare ciò che possiede.
È quel sano campanilismo che non divide, ma unisce. Quello che porta le persone a dire con fierezza: questa è la mia città, questa è la mia terra e voglio vederla crescere, migliorare, splendere.
Non significa pensare di essere migliori degli altri. Significa qualcosa di molto più profondo: sentirsi parte viva di un luogo e volerlo vedere fiorire.
E allora mi chiedo, con sincerità e con un pizzico di amarezza: perché a Manduria facciamo così tanta fatica a sentirlo?
A volte sembra che questa città finisca per mordersi la coda da sola, come se non riuscisse a riconoscere il proprio valore.
Siamo bravissimi a raccontare ciò che non funziona, a mettere in evidenza le nostre ferite, a sottolineare ciò che manca. Molto meno, forse, a riconoscere e sostenere chi prova, con impegno e sacrificio, a sanarle.
E questo, lo confesso, fa male.
Scoraggia. Mi scoraggia. Ci scoraggia.
Ci sono momenti nei quali ci si sente quasi inutili, come se il tempo, i sacrifici e le energie spese per costruire qualcosa di bello per Manduria non servissero a nulla.
Poi però accade qualcosa. Accade che si alza lo sguardo e si ricorda il perché: e si riparte.
Si riparte perché Manduria non è una città qualunque: è una comunità che merita di brillare.
Si riparte perché dentro questa terra c’è una storia che non può essere dimenticata.
Si riparte perché c’è un popolo che, quando si unisce, sa essere straordinario.
Si riparte perché c’è il nostro Patrono, San Gregorio Magno, che ci ricorda chi siamo e da dove veniamo.
LA FESTA PATRONALE NON È “LA FESTA DEL COMITATO”
Vorrei che questo concetto arrivasse al cuore di tutti.
La Festa Patronale non è la festa di un presidente. Non è la festa di un comitato. Non è la festa di pochi.
È la Festa di Manduria.
È la Festa di chi crede e di chi non crede, perché va oltre la sola dimensione religiosa: è identità, è memoria, è cultura, è appartenenza.
È uno dei pochi momenti in cui una città dovrebbe riconoscersi come una sola voce, una sola anima, una sola comunità.
Perché quando una comunità si riconosce, diventa più forte.
Organizzare una Festa Patronale è un grandissimo onore. Ma è anche un enorme onere!
Significa mettere da parte sé stessi per un periodo.
Significa sacrificare tempo alla famiglia, agli affetti, alla propria vita quotidiana.
Significa mesi di riunioni, telefonate, incontri, autorizzazioni, problemi, imprevisti e responsabilità che non finiscono mai.
Significa portare sulle spalle decisioni che non sono mai leggere.
Significa, a volte, rimetterci economicamente.
Significa, a volte, rimetterci anche in salute.
E dietro quei quattro giorni di Festa che la città vive a settembre, ci sono mesi e mesi di lavoro silenzioso che quasi nessuno vede. Eppure si va avanti.
Perché quando si ama davvero una comunità, la fatica non è un ostacolo: diventa parte del cammino.
E lo si fa con un solo obiettivo: onorare San Gregorio Magno e regalare a Manduria una Festa all’altezza della sua storia, della sua dignità e della sua bellezza.
Non siamo supereroi, né io né gli altri componenti del comitato Feste Patronali San Gregorio Magno lo siamo. E non vogliamo esserlo. Siamo persone normali.
Persone con famiglie, lavoro, problemi, giornate piene e stanchezze come tutti. Ma con una scelta diversa: mettere una parte del proprio tempo al servizio della comunità.
Possiamo sbagliare? Sì.
Possiamo fare meglio? Sì. Sempre. E dobbiamo farlo.
Ma per farlo abbiamo bisogno di una cosa fondamentale: una comunità che non resti spettatrice, ma diventi parte attiva.
Abbiamo bisogno di una città che partecipi.
Abbiamo bisogno di idee, di collaborazione, di presenza, di sostegno.
Abbiamo bisogno di energia collettiva.
E sì, a volte abbiamo bisogno anche solo di un gesto semplice ma potentissimo: uno sguardo di fiducia, una parola di incoraggiamento, un “continuate così”.
Perché spesso è proprio quello che fa la differenza tra fermarsi e continuare.
Le porte del Comitato sono aperte a tutti.
A chi vuole donare del proprio tempo, a chi vuole proporre, a chi vuole aiutare, a chi vuole semplicemente esserci.
PRIMA DI DEMOLIRE, PROVIAMO A COSTRUIRE!
Le critiche servono, quando sono costruttive, sono preziose e sono sempre benvenute. Ma forse oggi abbiamo bisogno di fare un passo in più, tutti insieme.
Prima di criticare ciò che non ci piace, proviamo a chiederci cosa possiamo fare noi per migliorarlo.
Prima di demolire, proviamo a costruire.
Prima di guardare altrove, proviamo a guardare dentro la nostra città e a riconoscerne il potenziale.
Perché Manduria non è una città senza valore.
È una città che ha tutto, abbiamo:
storia, cultura, tradizioni, bellezza, competenze, professionalità e abbiamo tante persone straordinarie.
Ci manca, forse, una cosa sola: la consapevolezza piena di ciò che siamo. E da quella consapevolezza nasce tutto!
Nasce l’orgoglio, l’appartenenza e l’amore vero per la propria terra. Dobbiamo recuperare quel sano orgoglio che altrove ammiriamo. Essere, appunto, campanilisti nel senso più alto e più nobile del termine. Dire con fierezza, senza esitazione:
“Questa è Manduria. Questa è casa mia. E io voglio farla crescere.”
È questo lo spirito con cui stiamo lavorando alla Festa Patronale 2026. Non promettiamo perfezione, non promettiamo miracoli, ma promettiamo una cosa sola, sincera e totale: ci stiamo mettendo il cuore!
E continueremo a farlo fino all’ultimo giorno, fino all’ultima decisione, fino all’ultimo dettaglio.
Perché c’è una verità che dobbiamo custodire con forza:
la Festa Patronale non appartiene a chi la organizza.
Appartiene a chi la vive.
E quindi appartiene a tutti noi, facciamola crescere insieme, con orgoglio e con amore.
Amiamo di più ciò che siamo.
Amiamo di più ciò che abbiamo.
Amiamo di più Manduria.
Viva Manduria!
Viva la nostra Festa Patronale!
Viva San Gregorio Magno!».
Diomede Turco

