«La città ha bisogno di risposte, di posti letto, di investimenti e di medici stabili, non di una politica locale che si offende se non viene portata in passerella! Perché alla fine, l'unico vero rispetto che conta è quello dovuto ai cittadini e al loro diritto di curarsi dignitosamente sul proprio territorio»

Riceviamo, e pubblichiamo, un intervento dell’ex consigliere comunale Agostino Capogrosso. Ecco il testo.
«Negli ultimi giorni si è fatto un gran parlare del nostro ospedale. Da un lato c'è stato un importante e necessario sopralluogo tecnico e istituzionale con la direzione dell'ASL, i responsabili dei reparti e alcuni rappresentanti politici regionali, per fare il punto sulle criticità e programmare interventi concreti come il potenziamento del Pronto Soccorso, l’adeguamento dei locali e gli impegni sul fronte delle assunzioni per i reparti in affanno. Notizie che, in una comunità “normale”, dovrebbero essere accolte con un sospiro di sollievo da tutti, indipendentemente dal colore politico.
E invece no. La reazione della politica locale è stata quella di sollevare un polverone. Il motivo del contendere? Un mancato invito. Si grida allo sgarbo istituzionale, ci si offende perché la sedia al tavolo non è stata riservata al primo cittadino e si fa quadrato intorno al "protocollo violato", trovando immediata sponda nelle solite spallate di fazione.
La forma in politica ha un valore, il rispetto dei ruoli e il galateo istituzionale sono importanti e rappresentano il riconoscimento reciproco tra gli Enti che governano il territorio. Nessuno lo nega. Ma c'è un limite oltre il quale il formalismo si trasforma in burocrazia fine a sè stessa, una linea che non è tollerabile superare quando in gioco c'è il diritto alla salute e l’efficienza della sanità.
A un cittadino che aspetta ore in sala d'attesa o a un medico che fa i salti mortali per coprire i turni, importa davvero qualcosa di chi cammina davanti nelle foto di rito? Focalizzare il dibattito pubblico sul proprio orgoglio ferito, anziché entrare nel merito dei risultati attesi e delle risorse da portare a casa, è solo il riflesso di una politica autoreferenziale. Almeno quando si parla di Sanità e del futuro del nostro presidio ospedaliero, ci piacerebbe che venissero messe da parte le casacche e i vittimismi da campagna elettorale permanente.
La città ha bisogno di risposte, di posti letto, di investimenti e di medici stabili, non di una politica locale che si offende se non viene portata in passerella! Perché alla fine, l'unico vero rispetto che conta è quello dovuto ai cittadini e al loro diritto di curarsi dignitosamente sul proprio territorio».
Agostino Capogrosso

