domenica 23 agosto 2026


23/08/2026 08:02:46 - Manduria - Cultura

Perché Manduria ha dedicato una via a questo grande poeta e romanziere francese? Scopriamo di più su questo illustre personaggio

Nella toponomastica cittadina troviamo una strada intitolata a Paul Bourget, grande poeta e romanziere francese.[1] Perché Manduria gli ha dedicato una via? Scopriamo di più su questo illustre personaggio.

Il nome di Manduria è legato a doppia mandata a quello di Paul Bourget (Amiens, 1852-Parigi, 1935).

Egli appartiene a quella schiera di artisti e letterati, soprattutto stranieri, che, fra XVIII e XIX secolo e oltre, si resero protagonisti di quel fenomeno conosciuto come “Grand Tour”, viaggio di istruzione e formazione di aristocratici europei (francesi, inglesi e tedeschi) in Italia, soprattutto nel Meridione, alla ricerca di testimonianze delle antichità classiche, storia, arte e cultura.

“Travel bloggers ante social”, essi riportano le loro impressioni di viaggio su diari, lettere fino a veri e propri libri di viaggio, che divulgano in patria al loro ritorno. 

Paul Bourget visita il Salento nel novembre 1890 e il nome di Manduria risuona forte e glorioso nell’opera “Sensations d’Italie”, che egli pubblica l’anno successivo. Per il suo tour, egli dispone di una guida d’eccezione: lo scrittore manduriano Giuseppe Gigli.

Un incontro fortuito il loro, avvenuto in un albergo di Lecce, trasformatosi presto in una solida amicizia, che traspare sia dalle pagine che Bourget dedica a Manduria nella sua opera, sia dall’articolo pubblicato da Gigli sul «Corriere Meridionale» del 1° gennaio 1898, dal titolo “Paul Borget in Terra d’Otranto”.

Bourget arriva a Manduria dopo aver visitato, insieme al Gigli, Lecce, Otranto, Brindisi e Oria.

Della «vecchissima e venerabilissima città» — come egli chiama Manduria — l’illustre turista visita le mura megalitiche, scrivendo che «la lunga cerchia di quelle pietre grigie, sovrapposte fino ad un’altezza di tre o quattro metri nella vasta pianura rotta com’è qua e là da brecce ruinose, colpisce fortemente l’immaginazione. Quanto son lontani nel passato i barbari costruttori, pur già abilissimi che squadrarono e rotolarono questi macigni! […]».

La visita prosegue al Fonte di Plinio, dove il Gigli — come egli stesso scrive nel suo articolo — gli fa gustare «la limpida acqua che scorre tranquilla da tanti secoli con eguale mormorio e che un tempo dissetò i combattenti la Magna Grecia e i cavalli dello spartano Archidamo e del romano Fabio Massimo».

Oltre alla Storia, altri aspetti catturano l’attenzione del Bourget.

La sua guida è l’autore di Superstizioni, pregiudizi e tradizioni in Terra d’Otranto.

È così che il romanziere francese viene a conoscenza delle credenze relative al Lauro, alle Faunesse, alle Sirene; di quelle più curiose per attirare a sé la fortuna (lucertola con due code) o per scongiurare il temporale (invocazione della protezione di San Giovanni).

Scrive Giuseppe Gigli nel suo articolo a proposito della visita di Paul Bourget: «Il viaggio fu di breve durata, è vero, ma (…) ciò che ha scritto di noi salentini, delle nostre cose nelle “Sensations d’Italie” sta là a dimostrare che (…) Paul Bourget può dirsi il più grande amico di Terra d’Otranto, vedendo con occhi di artista e di scrutatore, giudicando con mente di pensatore e di erudito, sentendo con animo di poeta e di amico (…) ».

Con l’animo rivolto a quanto scritto dal Gigli, ci piace aggiungere idealmente sulla targa stradale, sotto il nome Paul Bourget, la scritta “amico di Terra d’Otranto e di Manduria”.

 

BIBLIOGRAFIA

DIMITRI Elio, “Manduria e il suo territorio nelle pagine dei viaggiatori del passato”, Barbieri, 2008, pp. 93-99.

 

[1] È una strada che incrocia la via per Oria.